Fedez contro Iovino: una aggressione diventata un problema per la Curva rossonera
L'aggressione a Cristian Iovino con Fedez e il suo bodyguard Christian Rosiello "Fu un problema per la curva sud "risolto" da Luca Lucci" che ha acceso un faro sulla Curva milanista e avrebbe potuto alterare gli equilibri tra ultras. Secondo i giudici difatti "il coinvolgimento" del rapper "attraverso il suo bodyguard milanista" attirò "l'attenzione mediatica e investigativa sulla curva" e avrebbe pure potuto "incidere sui rapporti con le altre componenti del tifo organizzato", perché il personal trainer Iovino era un tifoso della Lazio (storicamente gemellata con l'Inter). È per questo che "le conseguenze della vicenda vennero affrontate e gestite secondo le logiche proprie dell'organizzazione", con l'intervento del "suo capo riconosciuto" Luca Lucci. Lo scrive la Corte d'Appello nelle motivazioni della sentenza con cui il 25 giugno, ridimensionando le pene di primo grado, ha condannato in abbreviato Rosiello a 3 anni e 8 mesi di reclusione, a 5 anni Francesco Lucci, fratello dell'ex leader della curva Sud rossonera Luca (condannato a 10 anni nell'altro filone del processo abbreviato).
Fedez Iovino
Aggressione, sentenza e motivazioni
Nell'aprile del 2024 il personal trainer Cristiano lovino fu vittima di una aggressione alla quale avevano partecipato sia Fedez, sia il suo bodyguard Christian Rosiello. Questa aggressione rappresentò per l'intera Curva Sud milanista un "problema". La sentenza è arrivata nel procedimento sull'accusa di associazione per delinquere, nato da un filone della maxi inchiesta sulle curve di San Siro.
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