ESCLUSIVA MC - Filippo Galli: "Amorim dovrebbe riflettere su alcune dichiarazioni fatte"
Le dichiarazioni dell'ex difensore del Milan
La nostra redazione ha avuto modo di intervistare in esclusiva Filippo Galli, ex calciatore che per diversi anni della sua carriera ha vestito la maglia del Milan. Durante l'intervista, l'ex calciatore di Serie A ha parlato in particolar modo di Ruben Amorim e di come sfruttare al meglio la sosta per le Nazionali.
L'intervista esclusiva a Filippo Galli
Secondo te, cosa dovrebbe fare Ruben Amorim durante questa sosta? Lui ha sempre detto che non è alla fine di un percorso, bensì sta lavorando e che ha bisogno di tempo. Quali sono i punti che dovrebbe analizzare maggiormente insieme al suo staff?
"Secondo me dovrebbe riflettere su alcune dichiarazioni che ha fatto perché magari si è fatto prendere dal momento. All'inizio, a me è piaciuto dal punto di vista comunicativo, quando ha detto che vuole proporre un calcio propositivo, quel che noi vorremmo vedere da parte di ogni squadra, almeno per chi la pensa in un certo modo. Quel Milan-Benfica è stata una caduta dal punto di vista della prestazione. Ora non avrà tanti giocatori perché sono in Nazionale, ma con quelli rimasti si può lavorare anche se non si possono fare allenamenti di squadra. Dopo le prime cinque giornate c'è della "tranquillità" per poter ripensare e ripartire anche dal punto di vista della comunicazione dato che oggi è importante".Al giorno d'oggi, staff, allenatore e giocatori sono sempre anche quando sono via ed è probabile che, a livello video, salta qualcosa all'occhio in questi giorni di riposo e, tramite chat, viene fatto vedere qualcosa ai giocatori.
"Oggi è consuetudine mandare spezzoni di video che riguardano un giocatore. Ovviamente, c'è la necessità che il singolo venga inserito in un contesto di squadra e gioco dove ci sono gli avversari. Questo è un primo passaggio, poi penso sia importante quando l'allenatore parla col giocatore e si fa una video analisi prima individuale e poi di reparto. Poi dipende da ciascun giocatore e dalle modalità di lavoro di un allenatore".Hai parlato del Benfica. Le sconfitte sono tali e basta. Uno come Amorim ci lavora sulle sconfitte?
"Le sconfitte aiutano. Comunque penso di si, ci lavorerà. Quando è arrivato mi è piaciuto sin da subito, mentre per qualcuno ha parlato troppo. Io penso che abbia chiarito quel che voleva fare, ma un conto è porsi degli obiettivi ed un altro è realizzarli e ci vuole tempo. Mi dispiace che l'altra volta ci sia stato un fuoco amico quando ho detto che i tifosi, oltre a giornalisti e stampa, hanno crocifisso Amorim portando chiodi e croce. Poi coi social queste cose girano e magari può creare nell'ambiente un clima di disagio, tensione e critica continua che non aiuta. Ci sono state critiche su Estupinan e su altri giocatori. L'altra sera, però, Estupinan ha salvato una diagonale che ha evitato il possibile 2-1. Quindi gli va dato qualcosa per la vittoria".Ad agosto, Amorim non ha dato a Maignan e Rabiot quattro giorni di riposo per quieto vivere. Ha visto: scorsa stagione, rinnovo Maignan, sempre titolare col Milan e con la Francia, le amichevoli; Allegri sempre al centro delle polemiche; Rabiot, poca preparazione a Marsiglia, arrivato, subito in campo, infortunio muscolare, poi sempre titolare tra Milan e Francia. Lui ha detto che preferisce calciatori che sono stati sotto pressione per tanti mesi e se nella loro testa hanno bisogno dei giorni in più, glieli do. Pulisic è tornato ad allenarsi in gruppo il 21 agosto e l'ha messo titolare il 20 settembre e la scorsa stagione ha avuto infortuni, problemi muscolari, ha giocato prendendo antibiotici, borsite e verso la fine problema al gluteo. Amorim guarda ciò e pensa che lo vuole gestire e lo vuole riconfigurare. Secondo te sono miei pensieri o nel calcio si devono considerare tutte queste cose?
"Non sono giustificazioni. Per me vuol dire agire in modo razionale basandosi sullo storico di un giocatore. Forse è mancata della comunicazione perché la gente si chiede perché Pulisic sta fuori così c'è più chiarezza sulle scelte tecniche. Penso sia fondamentale. Poi è ovvio che nessuno si aspettava quella formazione contro il Benfica, però vedendo dal punto di vista dell'allenatore non credo che Amorim si diverta a schierare una squadra che non è la migliore. Probabilmente, in quella serata lì, la riteneva la migliore, ma succede che se tieni in considerazione tutti i giocatori, si sentono parte del progetto, ma se sono messi da parte si può prendere un rischio perché in quel momento il miglior di un ruolo non è al meglio. Quindi di mette chi potrebbe sostituirlo. Io dico sempre che se hai conoscenza delle cose, puoi dare un giudizio. Se non le hai, il tuo è un pregiudizio a prescindere".Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
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