D'Amico conteso tra Roma e Milan: Furlani ha l'accordo con il dirigente, ma attenzione a Gasperini
Il valzer dei dirigenti infiamma le dinamiche del calciomercato italiano. Al centro delle cronache delle ultime ore c'è il profilo di Tony D'Amico, un dirigente che si trova attualmente al centro di un vero e proprio intrigo di mercato tra due delle piazze più prestigiose del nostro campionato: la Roma e il Milan. Le indiscrezioni emerse delineano uno scenario in cui le scelte delle alte sfere societarie giocheranno un ruolo fondamentale per definire il futuro del dirigente.
D'Amico tra Roma e Milan
Da una parte c'è la forte volontà della società capitolina. La Roma ha infatti presentato una nuova e concreta offerta ufficiale per affidare a Tony D'Amico l'incarico di direttore sportivo. La dirigenza giallorossa sta cercando la figura giusta a cui affidare le chiavi dell'area tecnica.
A rafforzare la candidatura e il curriculum del dirigente agli occhi degli addetti ai lavori c'è un dettaglio non di poco conto: il suo eccellente rapporto con Gian Piero Gasperini. L'attuale tecnico nerazzurro nutre per lui una profonda stima, un legame professionale nato e consolidatosi ai tempi in cui le loro strade si sono incrociate lavorando per l'Atalanta, un sodalizio che ha portato ottimi frutti.
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Tutto passa da Furlani
Dall'altra parte, però, c'è il lavoro sotto traccia del Milan. Stando a quanto riportato, il dirigente ha già tra le mani un accordo di massima raggiunto direttamente con Giorgio Furlani, attuale amministratore delegato del club rossonero. Sulla carta, la strada che porta a Milanello sembrerebbe già delineata nei suoi contorni principali, ma in queste situazioni nulla può essere dato per scontato.
Il passaggio di D'Amico in rossonero è infatti legato a filo doppio a una singola, determinante variabile societaria: il futuro lavorativo dello stesso Furlani. Se il dirigente dovesse essere confermato nel suo ruolo all'interno dell'organigramma del Milan, allora si darebbe seguito all'intesa già trovata. Al contrario, se la proprietà rossonera dovesse optare per un ribaltone al vertice, decidendo di cambiare l'amministratore delegato, lo scenario muterebbe radicalmente e l'approdo di D'Amico in rossonero salterebbe in via definitiva.
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