Milan, Amorim si presenta: "Voglio una squadra aggressiva e che giochi bene"
Da oggi parte ufficialmente il regno di Ruben Amorim sulla panchina del Milan. Il portoghese è al debutto nel campionato di Serie A e va a raccogliere l'eredità di Massimiliano Allegri e sarà presentato alle 15 con la prima conferenza ufficiale che si terrà a Casa Milan. Con lui ci sarà Gerry Cardinale.
AC Milan Ruben Amorim Press Conference
AC Milan Ruben Amorim Press Conference
Amorim si presenta al Milan: "Cardinale vuole una squadra che giochi bene"
Inizia la conferenza con il proprietario Gerry Cardinale che prende per primo parole e commenta: "Questa è una giornata importante, sono felice di essere qui a presentare l'incontro. Tante cose sono cambiate. Abbiamo rivisto l'organizzazione, per la prima volta ci sarà molto di nuovo. Quando guardo le altre società vedo che c'è un rapporto tra le parti incrociato, molto importante. Ho incontrato tante persone, abbiamo fatto un grande sforzo. Vogliamo riportare il Milan dove gli compete, noi giochiamo per vincere. Questo deve essere il nuovo stile, deve essere un calcio bello anche da vedere. Attorno a me c'è un team di grande profondità, per me è importante parlare di questo. Ho preso le mie persone migliori e le ho portato qui. Saremo felici di iniziare questo percorso".Di seguito tutte le dichiarazioni del nuovo allenatore rossonero:
Queste prime fasi a Milano: hai avuto la sensazione che questo sia un club, un'azienda o una famiglia? "Intanto vi chiedo scusa, non parlo ancora italiano. Farò in modo di impararlo, è importante. È un onore essere qui, sento la città fatta di persone che ci seguono. Adoro Milanello, qualcosa di eccezionale. Sento dire che è un po' vecchio, non è vero. Mi sento a casa, è un grande piacere".
Serve un calcio belle e offensivo. C'è un Milan del passato che vorresti emulare? Quale è la tua foto da milanista da piccolo se lo eri? "Gerry ha detto che vuole una squadra che giochi a calcio. La qualità è importante. Io ho guardato tantissimo Sacchi, ha portato tantissime nuove idee. Ricordo Capello, con una striscia di imbattibilità. Il passato del Milan non è solo la squadra, ma anche il parco giocatori. Quando parli del Milan parli delle persone. È un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui per questo".
Lei allenerà il giocatore più caro di questo club, Ramos. perché lo reputa importante? Quante probabilità ci sono di vederlo con Leao? "Non voglio parlare a livello individuale dei giocatori, non spetta a me dirlo. Io guardo il profilo delle squadre e faccio vedere dei giocatori. Noi guardiamo, facciamo scouting. Ci credo in lui, avete visto contro la Croazia? Uno degli aspetti importanti è che vedo un giocatore. Vedetelo in campo, si mangia i giocatori. Lui è un messaggio: noi crediamo nella squadra". Anche Leao, ma sono felice della squadra".
L'obiettivo è ambizioso. Tu allo Sporting avevi detto "e se andasse bene?". Poi hai vinto il titolo. Te la senti di dirlo? "Al dire bisogna far corrispondere il fare. È il tipo di sfida che mi piace raccogliere. Sono felice. Anche se succedesse qualcosa sarei comunque felice perché so di averci provato. È una cosa personale. All'epoca ero più giovane, ora sento di avere fame di successo. Credo nell'AC Milan. In ciò che ho detto all'epoca ci credo ancora".
Lei allo Sporting ha scritto delle bellissime pagine. Il Milan cerca un altro traguardo, la seconda stella. Questo è il suo grande obiettivo? "Ci mettiamo in discussione, bisogna vincere. Noi vogliamo vincere la seconda stella, so che è dura. È difficile però dire quale è l'obiettivo primario. Lo vedremo".
Cosa l'ha spinta a venire al Milan e come vorrà impostare la squadra? "Mi sono detto che non era per l'AC Milan. Ricordo la prima riunione, ho detto che ero un coach. Però qualcosa mi è scattato in quel momento. Mi sono presentato con la struttura e con il percorso di ricerca. Nel momento in cui senti di avere le persone giuste affianco raccogli la sfida".
Lei ha chiesto consigli agli allenatori lusitani che sono stati qui due anni fa? "No. Voglio fare le cose come le intendo. Mi sono detto che volevo vedere con i miei occhi le cose perché magari non corrispondeva alla realtà. Ai meeting mi sono sentito a mio agio".
Lei parte con un vantaggio: nessun allenatore è stato presentato da Cardinale. A questo vantaggio cosa può aggiungere sul mercato? E su Leao ha deciso? "Non vi parlo di ogni elemento della squadra, io sono felice di loro. Gerry vuole far vedere quanto sta lavorando. Bisogna adeguarsi al mercato: io devo conoscere la squadra e spiegare i profili che mi servono per l'inizio del campionato. Io però sono contento della squadra".
Qui a Milano c'è stato un portoghese, Mourinho all'Inter. Lei l'ha vissuto a Manchester: proverà un approccio simile a livello comunicativo qui? "Lo stimo, ma non lo copio. Non si può copiare qualcuno. Io spero di vincere. Ho tanto stima di lui, ma non aspettatemi del Mourinho da me. Tutti quanti facciamo errori, voglio imparare molto e mi aspetto di vincere più partite. La comunicazione però è importante".
Lei non parla dei singoli, ma può farlo per Modric? Ha parlato con lui? "Modric lo vogliamo tenere. Ho già parlato con lui, posso andare di nuovo. Ha fatto grande risultati, può essere importante. Non posso dire se giocherà sempre, ma vogliamo contare su di lui. Anche la dirigenza ha parlato con lui".
Cosa ha fatto Gerry per convincerla a venire? Perché il tifoso deve avere fiducia? "So che può essere dura per il tifoso uscire da questo contesto. Ho capito la situazione e avere avuto delle conseguenze. Ne abbiamo parlato in riunione, le risposte sono state eccellenti. Non posso dire che sarà bellissimo subito o che si è sistemato. Ma farò il meglio per il club. Questa è una promessa che mi faccio. Non posso cambiare tutto subito. Abbiamo una responsabilità verso il Milan e verso il calcio italiano. Abbiamo già una base, in Serie A faremo in modo di vincere e da lì si costruirà tutto".
Nel 2026 è anche importante la cifra umana. Questo è un po' mancato al Milan. Lei al Casa Pia aveva trovato una situazione difficile. Come pensa di mostrarsi nei confronti dei giocatori? Cosa vuole dare a livello umano? "Bisogna creare un contatto. Il mio è sempre da vicino, sarò sempre onesto, il più equo possibile. È così che si ottiene la fiducia. Quando c'è la connessione le crepe si rimarginano. Penso di essere come voi, mi piace il lato umano. Abbiamo un team eccezionale, abbiamo tutto sotto controllo. Cerchiamo di dare ai giocatori l'opportunità di giocare".
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L'allenatore portoghese rivela: "Chukwueze è bravo e resterà"
Ha detto che partirete lentamente? "So bene come funziona. Questo è un progetto a lungo termine, ma già all'inizio dovremo giocare. Non possiamo cambiare tutto in un giorno, si convinceranno le persone lentamente. Ma sul gioco voglio partire in quinta".Quanto peso avrà Pulisic nel suo Milan? Quanto sarà importante recuperarlo? "Pulisic è un grande giocatore, di talento. Si è fatto male, ma è perfetto per il calcio in Italia. Può fare la differenza, ho le idee chiare per lui. Può giocare ovunque, ma deve stare più all'interno. Lo conosco e ci credo molto".
A livello complessivo la squadra è intervenuta con Ramos e a breve Gila. Avete una deadline per la rosa al completo? "Sì certo. Chi preso parte alla Coppa deve riposare, ma sono tranquillo. Non ho ancora incontrato i giocatori, li devo vedere. Più che di deadline voglio iniziare a conoscere ancora meglio i giocatori".
Non dobbiamo giocare per non perdere. Come vede lei la differenza tra il giocare per vincere e per non perdere? "Ho grandissimo rispetto per Allegri, ma non voglio guardare al passato. Vi posso dire che voglio vedere una squadra che domini e che si difenda bene. Ogni coach ha idee diverse, potrei anche cambiare idee. Voglio recuperare il più velocemente possibile, voglio un gioco bello da vedere. Quando si vuole vincere si hanno responsabilità".
Lei parlava di un concetto di calcio diverso rispetto alla scorsa stagione. Al di là delle tempistiche, quanti acquisti pensa che servano? "Ci sono giocatori che rimarranno con noi. Chukwueze resterà, è bravo nell'uno contro uno. Anche Saelemaekers. Cissè inizierà con noi in prestagione, anche Comotto. In questo momento poco importa da dove vengono, se fanno bene troveremo un posto per loro. Prima guardiamo da noi, poi vedremo anche fuori. Vogliamo fare le cose per bene. Chukwueze ha qualità per stare al Milan".
Lei ha detto di aver commesso degli sbagli a Manchester. Quali non deve ripetere? "Dovrei spiegare i contesti. Io parlo del Milan, mi viene difficile dire quali sono stati gli errori. Ma ho imparato, ci sono tante cose che posso fare meglio. Bisogna imparare. L'esperienza di Manchester? Tutti noi impariamo in base alla nostra esperienza. Sarò un allenatore migliore".
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