Allegri prima di Milan-Juve: "Pensiamo solo all'obiettivo, il resto non conta niente"
Milanello, ore 12. Oggi alla vigilia di Milan-Juve di domenica 26 a San Siro parlerà come suo solito Massimiliano Allegri. Il tecnico presenterà la sfida contro la sua ex squadra davanti a diversi giornalisti, rispondendo ad ogni domanda e con la conferenza stampa che verrà trasmessa anche su Milan TV. Seguiranno qui sotto gli aggiornamenti live delle parole del tecnico rossonero.
Le ultime gare tra Milan e Juve sono spesso state con punteggi molto bassi. Domani una la stapperà?
"Difficile dirlo, il calcio è imprevedibile, magari viene fuori un gol dopo pochi minuti. Milan-Juventus è sempre una partita meravigliosa, soprattutto in un momento dove ci giochiamo un posto nelle prime quattro. La Juve è cresciuta molto, l'arrivo di Spalletti ha dato qualcosa in più, stanno facendo un ottimo campionato".
Quella di domani è l'ultima partita snodo? La squadra ha fatto il massimo?
"Non è un partita snodo, per la matematica mancano 7 punti. Possono servirne anche meno, vediamo. Sarà una partita bella, la partita più importante però è stata quella di domenica scorsa, era fondamentale vincere. Domani è una bella gara che ci permetterebbe di fare un ulteriore passo in avanti. Sulle parole di Gabbia, al Milan bisogna lavorare per il massimo traguardo. Dobbiamo lavorare tutti giorni, ma abbiamo un rosa solida dal punto di vista tecnico e morale, da cui dobbiamo ripartire".
Un secondo posto darebbe una valutazione diversa della stagione?
"Vincere è straordinario, per un società di calcio in questo momento in Italia è fondamentale essere tra le prime quattro per giocare la Champions l'anno prossimo. Vedremo fine anno dove saremo arrivati, speriamo non quinti. Finché la matematica non ci dà l certezza, bisogna rimanere coi piedi per terra. Abbiamo cinque gare, i punti vanno conquistati sul campo. Ne servono sette, domani abbiamo la Juventus e fare un altro passo in avanti".
Resta l'anno prossimo, no? Cosa serve per vincere lo Scudetto?
"Parlare ora di mercato non serve a niente, anche perché in questi momenti non possiamo matematicamente raggiungerlo. Una volta raggiunto, da quel momento lì saremo più lucidi nel valutare le cose. Adesso vediamo le cose in maniera meno chiara perché siamo presi dal momento particolare della stagione".
Che Juve ti aspetti domani sera? Quanto ti aspetti che si sblocchino gli attaccanti?
"La Juve sta facendo bene sotto l'spetto del gioco e della solidità. Speriamo domani prenda gol! In questo momento non bisogna parlare a nessun ruolo, bisogna arrivare al risultato finale. Il resto non conta niente. Io so solo una cosa, dobbiamo stare concentrati e fare il massimo per arrivare secondi. Ma non dobbiamo pensare all'evento singolo, dobbiamo pensare all'obiettivo".
Domani secondo te ci sarà una squadra più accesa?
"Non penso si sia mai spenta. Ne abbiamo perse quattro al ritorno e quello ha fatto vedere le cose in maniera diversa. Bisogna sommare i punti totali che conquistiamo durante la stagione. I punti fatti dal Milan sono 66, abbiamo ancora cinque partite per fare punti per entrare nelle prime quattro. Quando su 14 partite ne perdi 4, devi fare delle riflessioni per come le ha perse".
Di cosa parlate con la società quando vi vedete?
"Parliamo dell'annata, delle probabilità dell'anno prossimo. Parlare di mercato è irrispettoso, abbiamo una rosa di ragazzi straordinari che hanno riportato il Milan in una posizione consona e che l'anno prossimo, a quest'ora, potrebbe giocare la Champions, Quello che leggo di nomi e cognomi non è vero, la rosa è competitiva e non lo dico io, lo dicono i risultati".
Cosa serve al Milan per crescere?
"I giocatori non sono macchine. Ci sono giocatori internazionali a cui non pesa la maglia del Milan. Parliamo di Jashari: un grande investimento, poi si è infortunato, ha trovato meno spazio ma questo non vuol dire che diventato scarso. Ha avuto difficoltà quest'anno ma è un giocatore di 24 anni che sarò un giocatore importante per il Milan del Futuro, come sono cresciuti De Winter e Athekame. Poi tutto si può migliorare".
Parallelismo Juve-Milan. Le aspettative della società sono con un'ambizione simile a quella della Juve?
"Le aspettative sono quelle di vincere, quando lavori in un club così devi dare il massimo e puntare a vincere. Da lì poi è una buon base per migliorare in futuro. La vita è fatta di cicli, vincere non è facile ma tutti dobbiamo avere l'ambizione di vincere. Credo che il Milan quest'anno abbia messo una buona pase. Ripeto: bisogna finire tra le prime quattro e mancano ancora dei punti".
Pavlovic?
"Quest'anno è migliorato e che vuole migliorare, credo che sia uno dei difensori più bravi che ci sono in giro per l'Italia".
Cos'è successo nell'ultima settimana rispetto all'ultimo periodo?
"Nella stagione c'è un momento di difficoltà, noi l'abbiamo passato soprattutto in casa contro l'Udinese. Non buttiamo via tutto il lavoro che abbiamo fatto. I ragazzi sono stati bravi a Verona, facendo una partita ordinata. Non era facile".
Pulisic: come si spiega le 15 partite senza gol?
"Sulla condizione fisica, è migliorato come sono migliorati altri. Pulisic nelle ultime partite ha fatto meglio. Il calcio è bello perché con un'azione si rovescia tutto quello che è stato fatto nel bene e nel male. Bisogna fare una grande prestazione".
I tifosi?
"Bisogna ringraziarli, da inizio stagione hanno sempre riempito lo stadio. Arrivare in Champions è un merito anche loro. Questa squadra ha un pregio, fa il massimo di quello che può fare dal punto di vista dell'impegno".
Desiderio più grande?
"Quello di arrivare tra le prime quattro".
Al tifoso cosa dici? Il Milan ha vinto poco negli ultimi anni, cosa si può dire?
"Il quarto posto non è da albo d'oro, solo chi vince ci va. Sono arrivato quest'anno, credo che stiamo facendo un buon lavoro con la società. Dobbiamo vere l'ambizione di lottare per obiettivi, poi comunque devi fare un resoconto e capire dove potevamo fare meglio. Noi dobbiamo ancora fare dei risultati".
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