Milanisti Channel News Conferenze Stampa Amorim pre Salisburgo-Milan: "La squadra sta crescendo. Cardinale? Colloquio solo sul futuro"

Amorim pre Salisburgo-Milan: "La squadra sta crescendo. Cardinale? Colloquio solo sul futuro"

Giorgio Abbratozzato
Tutta la conferenza stampa del tecnico del Milan assieme a Pavlovic in vista della prossima gara contro gli austriaci allenati da Danny Rohl

Vigilia di Europa League in casa rossonera. Domani alle ore 18:45 il Milan affronterà il Salisburgo in una sfida delicata e fondamentale per il cammino europeo. Un banco di prova cruciale per verificare le ambizioni del gruppo guidato da Rúben Amorim, chiamato a migliorare le ultime prestazioni altalenanti e a conquistare 3 punti pesanti prima che il calendario si complichi. Dalla sala stampa interviene il tecnico portoghese per analizzare le insidie della sfida contro gli austriaci, ecco tutte le sue parole raccolte in questa diretta testuale integrale.

Verso Salisburgo-Milan, le dichiarazioni di Ruben Amorim in conferenza stampa

Credi che le critiche sono troppe o ingiuste per questo percorso di crescita?

"Penso sia normale nei top club, l'ho capito fin dalla terza partita contro la Juventus. Io devo semplicemente fare il mio lavoro: migliorare e vincere, così le critiche diminuiranno. La squadra sta crescendo e gestiamo meglio il pallone. In grandi club come questo le aspettative sono sempre altissime e dobbiamo conviverci, è del tutto normale".

Come vedi il Salisburgo e come può aiutarti Pavlovic?

"Pavlo inizierà la partita dall'inizio. Mi ha aiutato tanto e abbiamo capito chiaramente il ruolo che ricoprirà domani. Abbiamo analizzato i video e sappiamo che il Salisburgo è una squadra abituata a vincere, con giocatori veloci e forti. Sarà una sfida tosta e complicata: ne ho parlato anche con Pavlo e sappiamo bene che in questo stadio non sarà facile".

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Questa partita si pensava che avrebbe cambiato tante cose e noi facendo il nostro lavoro pensiamo possano esserci tante novità. quale è il confine tra ok devo cambiare e non cambiare troppo, soprattutto se in molti non hanno mai giocato insieme?

"Tutti i giocatori in squadra hanno già giocato insieme, faremo delle rotazioni e domani vedrete chi sarà in dubbio e chi assente. Io sono l'unico che si prenderà dei rischi, perché sono l'unico che deve convivere con i risultati, ma ho piani chiari su cosa fare con questa squadra e sul progetto condiviso con il club. Bisogna essere rilassati e avere velocità tra le pagine della partita".

Pavlovic, congratulazioni per il rinnovo, hai sensazioni e felicità a riguardo? La difesa è stata sotto accusa ultimamente, cosa cambia per te giocare a 3 o a 4?

"Grazie sono felice per questo rinnovo, grazie al coach e alla dirigenza e si sono felice di essere qua spero che si farà meglio nel futuro e di giocare tante buone partite, noi siamo professionisti possiamo giocare tutte e due i modi basta che abbiamo chiare informazioni sul cosa fare poi non importa se è in 3 o a 4. Per me tutto è chiaro e so cosa fare domani, non ci saranno problemi".

Ruben, non ti chiedo se gioca Camarda ma se dovesse giocare è pronto? E perché?

"Prima di tutto, nessuno sa se un giocatore è pronto se non gioca. Camarda si è guadagnato il posto durante la preparazione estiva. Dobbiamo avere il coraggio di mettere questi ragazzi in campo, perché si allenano tutti i giorni con giocatori come Pavlović e Gabbia. Penso che sia pronto per scendere in campo: ama giocare per il Milan, ed è un aspetto fondamentale per me. Quindi sì, è pronto per domani".

Hai chiesto al mister di giocare più avanti come avevi detto in battuta al premio gentleman?

"Devo tirare di più in porta prima di potergli chiedere di giocare più avanti! Quella era solo la mia parte scherzosa che è venuta fuori, non ero serio... ma spero comunque di tornare a segnare molto presto".

Pavlovic, hai giocato qua 2 anni, come si sente a tornare in un posto con tante facce familiari e a giocare in uno stadio che conosci meglio di molti giocatori attuali del Salisburgo?

"Piacere rivedervi, ho già visto molte persone che conosco e sono felice di essere tornato. Non vedo l'ora che domani possa iniziare la partita in uno stadio dove ho già dimostrato, tanto sarà emozionante per me il match di domani."

Tra le critiche ci sarebbero quelle del proprietario, dato il vostro rapporto le chiedo se vi siete sentiti...

"Ho sentito solo le conversazioni sul futuro non ho letto tanto sulle critiche, perciò solo un altro giorno lavorativo senza nulla di particolare".

Strahinja complimenti per il rinnovo, ti chiedo come sei cambiato da quando sei arrivato al Milan e quale è il tuo sogno più grande, a parte giocare in attacco

"Questa è la mia terza stagione qui e come calciatore sono cresciuto molto. È una sensazione diversa quando giochi per il Milan: è un grande club con ambizioni importanti, e per me l'anno perfetto qui sarebbe vincere dei trofei. Questo è il sogno più grande che un calciatore del Milan possa avere. A nient'altro rispondo (ride, ndr)".

Mister, sa che Salisburgo è la città di Mozart? Lui ha composto il flauto magico che portava fuori dalle tenebre verso la luce. Il flauto magico del Milan deve essere il sistema o i campioni? Gioco o grandi giocatori?

"Domanda difficile. Mozart era speciale, non paragono niente a Mozart. Quello che dico è che le cose devono essere collegate: non puoi avere campioni senza un'idea di gioco, perché così non è una squadra. Allo stesso modo, se hai tanto il possesso e non hai buoni gestori, o se giochi alto e non hai difensori veloci, non funziona. Nel calcio tutto è connesso: puoi vincere anche con giocatori meno forti, ma puoi anche perdere con giocatori più forti, si può vincere in più modi. La cosa più importante è godersi tutto e dare tutto per la squadra: questo è quello che voglio dalla mia squadra, oltre a giocare a calcio. Mi piacciono i difensori che pensano come un numero 10, mi piacciono i difensori che possono portare palla e marcare uno contro uno. Non sono Mozart, ma un ragazzo normale a cui piacciono giocatori che danno tutto. Forse servirà del tempo per raggiungere una coralità di gioco elevata, del resto adesso è un calcio diverso rispetto a quello di Arrigo Sacchi".

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