Cardinale: "Stiamo resettando la cultura del Milan, vogliamo giocare per vincere"
Allo stesso evento del 16 giugno da cui arrivano le parole di Ibrahimovic, il WSJ Sports Event, organizzato dal Wall Street Journal, giungono anche le parole e le dichiarazioni di Gerry Cardinale, proprietario e fondatore di RedBird.
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Gerry Cardinale parla di Zlatan e del nuovo Milan
Forse ancora più delle dichiarazioni del senior advisor di RedBird, erano attese anche quelle del proprietario. Cardinale ha parlato tanto di Milan: del ruolo di Zlatan, delle differenze tra Europa e America, di cosa intende fare con questo storico club. Come prima cosa ha voluto chiarire il ruolo di Ibrahimovic: "Zlatan lavora per RedBird non per il Milan, questa è stata una cosa difficile da far capire alle persone in Europa. Lui è un talento. Sono poche le persone che riescono a essere grandi campioni in campo e fare il passaggio nel mio mondo. Quando le vedo, le prendo". Ma spiega anche di averlo scelto per delle motivazioni precise: "Vedevo che nella nostra squadra mancava una leadership e una cultura. Avere qualcuno nello spogliatoio che sa come vincere fa la differenza. Nel primo dialogo che abbiamo avuto gli ho detto che volevo capire insieme a lui come portarlo da essere lo Zlatan visto sul campo a uno Zlatan trasformato nel campo del business".Cardinale Milan
Il proprietario di RedBird ha anch parlato del percorso fatto con il club di Via Aldo Rossi e di cosa intende fare nel futuro: "Noi lasciamo che a parlare siano i fatti. Abbiamo fatto un'incredibile quantità di cambi. Stiamo cercando di resettare la cultura. Ho fatto un commento quando abbiamo annunciato Amorim: ho detto che quello che volevamo era giocare per la vittoria e non avremmo giocato per non perdere".
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