Milanisti Channel News Boban, che attacco: "Non c'è ambizione, non è il vero Milan"

Boban, che attacco: "Non c'è ambizione, non è il vero Milan"

Samuele Dello Monaco
Secondo Boban, il problema del Milan non risiede negli alti e bassi dei risultati sportivi, ma in un ridimensionamento delle aspettative

Dal palcoscenico del Teatro Sociale di Trento per il Festival dello Sport organizzato da Sky Sport e La Gazzetta dello Sport Zvonimir Boban un durissimo atto d'accusa contro l'attuale gestione societaria. Il bersaglio delle sue critiche è la strategia aziendale implementata da Gerry Cardinale e da RedBird (in continuità con la precedente gestione Elliott), colpevole, secondo l'ex numero 10, di aver progressivamente smarrito la mentalità vincente che ha reso grande il Milan nel mondo.

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Boban, attacco durissimo al Milan

Secondo Boban, il problema di fondo non risiede semplicemente negli alti e bassi dei risultati sportivi, ma in un ridimensionamento strutturale delle aspettative. Una squadra con il blasone e la storia del Milan non può pianificare la propria esistenza calcistica accontentandosi di lottare per un piazzamento tra le prime quattro; limitarsi a timbrare il cartellino per l'accesso alla Champions League significa, di fatto, tradire l'identità di una vera e propria potenza europea: "Ci siamo adattati al non avere ambizione. Allora questo non è il Milan. Se l'ambizione del Milan è solo quella di andare in Champions League, allora non abbiamo capito nulla".

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Il ragionamento dell'ex centrocampista si è poi esteso a un'analisi più ampia sulle big del nostro campionato, per poi assestare un colpo durissimo all'orgoglio della piazza milanese tracciando un impietoso confronto con la mentalità del Napoli: "Vale per noi come per la Juventus o per l'Inter. Quasi il Napoli ha forse maggior coscienza e ambizione di vincere o di dover vincere rispetto a noi".

La dura presa di posizione si è chiusa con un appello che suona come una dolorosa sentenza di condanna per l'attuale strategia rossonera. La richiesta del fuoriclasse croato è chiara: smettere di gestire un'istituzione di questo calibro come una squadra ordinaria e tornare a sognare traguardi assoluti, investendo prima di tutto nella mentalità e nella visione aziendale: "Se soffro a vedere il Milan ridotto così? Con tutto il rispetto, e io amo profondamente Napoli, ma il Milan è il Milan".

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