Amorim si gioca la carta Rabiot sulla trequarti: una scelta che lascia perplessità
Le ultime indicazioni in vista di Lazio-Milan hanno lanciato una possibile novità in casa rossonera. Si sta valutando infatti l'idea di inserire Adrien Rabiot sulla trequarti, lato mancino. Dall'altra parte invece scalpita il rampante Cissè, che sta vivendo un vero e proprio sogno. L'italiano però è un trequartista puro e con un piede molto educato, mentre il transalpino è una mezzala di inserimento e di corsa. Si tratterebbe di un adattamento tattico da parte di Amorim; su quella zona è arrivato Moreira dal mercato, ma al momento non ha trovato molto spazio. L'unico mancino restante è proprio Rabiot, ma si tratterebbe appunto di un semplice adattamento e che lascia qualche perplessità.
C'è un precedente con il Marsiglia di De Zerbi
Nel CV di Rabiot il ruolo di trequartista non è proprio un inedito. L'ex PSG aveva giocato in questa posizione ai tempi della sua esperienza al Marsiglia con Roberto De Zerbi. Un esperimento che aveva dato dei buoni responsi, dato che alla fine di quella stagione il transalpino aveva collezionato 9 gol e 4 assist. A livello realizzativo è stata una delle migliori espressioni del giocatore, escludendo l'annata 22/23 con la Juventus. L'idea di Amorim sarebbe dunque quella di riproporlo in quella zona del campo per sfruttare al massimo le sue qualità nell'inserimento, vero marchio di fabbrica del giocatore. La tecnica c'è e qualche gol l'ha confermato. Però si tratta sempre di un adattamento e certi giocatori sulla trequarti faticano leggermente per diversi motivi.Si rischia di togliere la migliore capacità di Rabiot
Il precedente c'è, ma il rischio è quello di levare al transalpino la caratteristica migliori: la corsa. Il trequartista è un giocatore di fantasia e di grande intelligenza tecnico-tattica, capace di leggere la partita e i suoi tempi. Nel caso di Rabiot probabilmente si andrebbe ad esaltare la sua capacità nell'inserimento, perché si avvicinerebbe alla porta. Allo stesso tempo però non è un giocatore con quella qualità sopraffina che Amorim cerca sulla trequarti, quella che può dare per intenderci un Cissè o un Pulisic. Non è un elemento che sa saltare secco l'uomo, caratteristica necessaria per gli interpreti. Inoltre avvicinare il francese significa ridurre il suo spazio di manovra: lui che viene nominato "cavallo pazzo" per quelle lunghe corse dalla linea di centrocampo impreziositi dai suoi inserimenti senza palla. Il precedente c'è e i dati a favore pure, ma si tratta pur sempre di un adattamento e anche Caressa aveva parlato di questo aspetto tattico. Il campo emetterà la sua sentenza.
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