Milanisti Channel News Abodi: “Commissariamento? Non c’entra la politica. Mancini non è in discussione”

Abodi: “Commissariamento? Non c’entra la politica. Mancini non è in discussione”

Michele Massa
Il ministro dello Sport esclude ingerenze politiche e invita Mancini a lavorare con serenità alla guida dell’Italia.

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è intervenuto sulla situazione che coinvolge la FIGC e sul possibile commissariamento, in attesa della decisione della Giunta del Coni prevista nei prossimi giorni. Abodi ha voluto soprattutto separare la vicenda istituzionale dal lavoro della Nazionale e del commissario tecnico Roberto Mancini. Il ministro ha elogiato quanto visto nelle ultime uscite degli Azzurri, sottolineando l’energia e l’armonia mostrate dalla squadra: "Ho visto una Nazionale piena di energia, veloce, in armonia, vogliosa di seguire le indicazioni del commissario tecnico”, ha dichiarato Abodi, evidenziando come Mancini stia vedendo concretamente sul campo le risposte che aveva promesso.

Abodi difende Mancini

Secondo il ministro, il commissario tecnico deve poter continuare il proprio lavoro senza essere condizionato dalla situazione che riguarda la Federazione: “Mancini può e deve lavorare con tranquillità, perché non è in discussione il lavoro che sta facendo”, ha spiegato Abodi.

Il ministro ha poi aggiunto che proprio Mancini può rappresentare un elemento importante per la Nazionale in questa fase: “Penso che Mancini possa dare effettivamente quel quid in più in questo momento”. Abodi ha inoltre ribadito che giocatori, allenatore e staff non stanno risentendo delle tensioni istituzionali.

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“Non c’è un tema né personale né politico”

Abodi ha infine respinto l’interpretazione secondo cui dietro alla vicenda ci sarebbe uno scontro politico o personale con Giovanni Malagò. “Qui non c’è un tema né personale né politico”, ha affermato il ministro. Per Abodi, ricondurre la decisione del Coni a una questione politica significherebbe creare ulteriore confusione in un momento in cui il sistema ha bisogno di ripartire: “Nel momento in cui è il Coni che prende una decisione, metterla sul piano politico è una mortificazione nei confronti del Coni”.

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