Milan Club Malpensa, Scaccomatto: “Non solo tifosi: una famiglia al fianco della piccola Selene"
Entusiasmo, passione e amicizia. È da questo triangolo semplice ma potentissimo che, il 24 agosto 2024, prende vita il Milan Club Malpensa, nato a Casorate Sempione, piccolo centro di circa seimila abitanti immerso nella brughiera varesina. La sede scelta non è casuale: il The Old Cafè diventa fin da subito molto più di un semplice bar. È un punto di ritrovo, uno spazio di condivisione, un luogo dove vivere il calcio nel rispetto reciproco e nella voglia di stare insieme.
Alla base del progetto ci sono tre figure che hanno trasformato un’idea in realtà: il presidente Marco Scaccomatto, la vicepresidente Simona Ferra e la segretaria Antonella Arnaboldi. Uniti da una visione chiara, credono che il calcio possa essere molto più di una partita. "L’amore per una squadra può diventare il traino per far crescere valori come la lealtà, la speranza e la voglia di non arrendersi mai», spiegano. «Neppure di fronte a una sconfitta o a una Coppa persa per un calcio di rigore".
Dalla passione alla famiglia: lo spirito del Milan Club Malpensa
Perché il Milan, per loro, non è solo una fede calcistica, ma un modo di vivere: condividere emozioni, soffrire e gioire insieme, allo stadio o davanti a un televisore, magari con una birra in mano. Da qui nasce l’identità del Club, racchiusa in un concetto semplice ma profondo: "Vogliamo considerarci una piccola grande famiglia, non un Club con X soci." Un’idea che si riflette anche nella quotidianità. Gli iscritti non sono numeri, ma persone. Amici, prima ancora che tifosi. Alcuni si conoscono da anni, altri si incontrano e si legano partita dopo partita. "La nostra speranza è creare un gruppo che si aiuti e collabori, capace di integrare tutti", sottolineano i dirigenti.
Non è un caso che il Club non sia stato intitolato a un giocatore del Milan, ma a un simbolo del territorio: l’aeroporto di Malpensa. Un legame forte con le proprie radici. "Vogliamo essere una famiglia, con valori identitari, e desideriamo che la nostra passione diventi anche uno strumento per costruire qualcosa di buono, portando aiuto a chi è in difficoltà". Durante l’anno, il Club organizza numerose attività: partite di calcetto, serate di bowling, aperitivi e cene. Momenti che vanno oltre il calcio e rafforzano il senso di appartenenza. A giugno, inoltre, è prevista la partecipazione al “17° Memorial Giorgio Corazza”, torneo di calcio a 7 organizzato dal Milan Club R.E.M. Sassuolo. "L’amicizia che si è creata con molti Club è meravigliosa: ci si confronta, ci si aiuta e il torneo è una bellissima occasione per trascorrere una giornata insieme".
Una promessa, una cura, una famiglia: la battaglia per Selene
Ma il vero cuore pulsante del Milan Club Malpensa va oltre il campo. Fin dall’inizio, infatti, uno degli obiettivi è stato quello di impegnarsi nel sociale. Tutto parte quasi per caso, durante una partita vista in sede. Il presidente Marco Scaccomatto chiede ai soci di seguire una pagina Instagram per aumentare la visibilità: Il diario di Selene. Da quel momento nasce qualcosa di molto più grande. Selene è una bambina affetta da Sindrome di Rett, una rara malattia neurodegenerativa. Dopo aver compreso le difficoltà della piccola e della sua famiglia, il Club decide di impegnarsi concretamente.
"Avendo già come obiettivo essere utili nel sociale, tutti hanno sposato la causa." A dicembre 2024 arriva la prima donazione. In quell’occasione Selene e la sua famiglia vengono ospitate al Club. Una giornata che nessuno dimentica. "Una delle giornate più belle ed emozionanti. Selene non parlava, eppure con i suoi occhi ha comunicato con chiunque." La malattia la costringe in un corpo che non risponde come vorrebbe. Camminare, parlare: ogni gesto è una conquista. Eppure Selene non si arrende. Il legame con lei diventa sempre più forte, tanto da trasformare una semplice iniziativa in una missione. "Abbiamo deciso di non lasciare la causa dopo la prima donazione, ma di portare avanti il progetto".
L’obiettivo è chiaro: sostenere la famiglia fino all’arrivo di una possibile cura. Negli Stati Uniti è infatti in fase avanzata una sperimentazione basata su una terapia genica, con risultati incoraggianti. "Non parliamo di sogni, siamo nel concreto. Ci è stato promesso che quella cura verrà data a Selene, ma dobbiamo arrivarci pronti".
Un percorso lungo, che guarda al 2029, ma che richiede impegno quotidiano. Nel frattempo, ogni piccolo progresso diventa una vittoria. Come quello avvenuto poco prima di Pasqua, quando Selene è tornata al Club. "Pensavamo di aver visto tutte le lacrime al primo incontro, invece no. Quel piccolo scricciolo che stava in braccio alla mamma, l’abbiamo vista camminare e interagire con gli altri bambini. Una vera leonessa".
Dietro quei progressi c’è il lavoro costante della sua famiglia: Eleonora, Giovanni e il piccolo Alessandro, che ogni giorno affronta difficoltà enormi senza perdere la speranza. Selene, nel frattempo, è diventata molto più di una mascotte. "Pensavamo potesse diventarlo, invece è la nostra musa. È riuscita a unire ancora di più tutti e a tirare fuori il meglio da ognuno". La sua storia ha superato anche i confini del tifo. "Ha abbattuto i colori della fede calcistica: interisti e juventini hanno partecipato alle iniziative e alle donazioni".
Un segnale forte, che racconta quanto il calcio, quando vuole, possa davvero unire. L’appello finale è chiaro: "Chiediamo il supporto di tutti. La terapia consentirà a Selene di recuperare delle funzionalità, ma non al 100%. Per questo deve arrivare a quel momento nella migliore condizione possibile". Perché, anche senza guardare troppo lontano, ogni aiuto ha un valore immediato: "Donare significa rendere la vita di una bambina più dignitosa".
MILAN CLUB MALPENSA
Presso The Old Cafè
Via Roma 34, Casorate Sempione (VA)
Info e iscrizioni: 351 578 8891 – 347 469 4195
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