L'inefficacia del turnover e il tema della rosa da rinforzare
Tre indizi fanno una prova. Quattro indizi anche di più. In tutte e quattro le sconfitte stagionali subite dal Milan (tre in casa contro Benfica, Bologna e Ferencvaros, 1 in trasferta contro il Bournemouth), c'è una costante, ovverosia il ricorso alla turnazione massiccia da parte dell'allenatore. Il turnover sta diventando un problema.
Ruben Amorim non si diverte certamente a fare turnover e a non schierare i titolari, ma far ruotare i giocatori, nel calcio moderno, è diventata una necessità attesi i ritmi forsennati delle stagioni sportive. Le rose con tanti effettivi si giustificano soprattutto in ragione delle tante partite ravvicinate.
L'inefficacia del turnover segnala un problema: la rosa va rinforzata
Ruben Amorim, peraltro, è stato abbastanza cristallino davanti alle telecamere nel post gara della partita di Europa League, spiegando che questo Milan fa fatica nel gestire il doppio impegno. Risparmiare risorse ed energie diventa quindi una chimera in questa situazione.
Quando il Milan schiera la sua formazione titolare dall'inizio è una squadra che ha anche una sua credibilità, ma non appena l'allenatore è costretto a effettuare rotazioni più profonde, ecco che le crepe di un organico palesemente insufficiente vengono subito fuori. La partita di Salisburgo, in tal senso, è stata una piacevole eccezione.
Se l'allenatore tiene fuori molti titolari la squadra perde ritmo, intensità, energie e sicurezze. Il Milan perde così autorevolezza e spessore, le prestazioni ne risentono e l'ambiente attorno alla squadra inizia ad incupirsi. E' un cane che si morde la coda. Plausibile, a questo punto che il tecnico rossonero faccia poche rotazioni da qui a gennaio. Il mercato invernale, a questo punto, più che un'opportunità, sarà una vera e propria necessità.
Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
© RIPRODUZIONE RISERVATA