Milanisti Channel Editoriale Troppe macerie, il cuore non basta
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Troppe macerie, il cuore non basta

Redazione Milanistichannel
Brandelli di cuore, e l’amarcord dei due derby vinti contro l'Inter, tra le macerie e la polvere del Milan di primavera

analisi Facebook di Roberto Beccantini -

Se ti ingozzi di risultati, di "non" risultati (de)perisci. E’ il destino di Allegri, che al circo ha sempre preferito il "tirchio". Per paradosso, nonostante il 3-2 dell’Atalanta a San Siro, tra Genoa e Cagliari il "fu" Milan resta padrone della sua sorte, di quel posto in Champions che sin da agosto costituiva l’obiettivo massimo (e Massimiliano).

Cuore Milan, c’è modo e modo, però

Cinque sconfitte nelle ultime otto giornate: un crollo che più crollo non si può. Cartoline dal Meazza: il popolo che contesta e la curva che si svuota già al 55’; il centravanti che non c’è; Leao che c’è ma è come se non ci fosse (se a Reggio se n’era divorato uno, è Carnesecchi, stavolta, a offrirgli le attenuanti generiche); Modric, l’unica luce, in tribuna. Gimenez titolare, Ricci play e Loftus-Cheek sono le scommesse estreme. Per attaccare, qua e là il Diavolo attacca: ma lo fa al ritmo bolso di squadra sul quattro a zero. E allora: fischi, fischi, fischi.

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La Dea è la versione mansueta della belva del Gasp. Ma di una belva, appunto. Subito in vantaggio con Ederson – in mischia, dalla pancia dell’area – poi, alla mezz’ora, il raddoppio. Lo firma Zappacosta, palleggiante (!), su sponda di Krstovic. Il tris lo cala Raspadori, in avvio di ripresa: di sinistro, complice – a monte – l’ennesimo sgorbio di tocco. Il Feticista cambia per cambiare e, in barba alla morale del Gattopardo, qualcosa cambia. Con l'Atalanta sazia e il Milan all’arrembaggio, pena l’esecuzione di massa, i guanti di Carnesecchi, la traversa di Füllkrug, la cabeza di Pavlovic e il rigore di Nkunku indorano il tabellino, non certo la pillola. Brandelli di cuore, e l’amarcord dei due derby vinti, tra le macerie e la polvere di primavera.