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La partita contro il Verona conferma una tendenza stagionale. Il Milan non esprime un gioco piacevole. Non è una squadra che dà spettacolo. Il suo calcio offensivo è quasi ridotto all'osso sul piano delle idee, nonché scheletrico nelle giocate combinate. Tutto ciò è un dato di fatto innegabile ed incontestabile.
Nessuno può essere lieto di questa realtà. Esiste un tema strutturale della squadra, però, che va oltre le idee dell'allenatore. Massimiliano Allegri non è un talebano; quando può mettere in campo una squadra che produce gioco lo fa. Mi viene in mente la sua Juventus 2016-2017 che vinse il campionato e si giocò la finale di Champions League contro il Real Madrid.
Fino ad una settimana fa, anche io ritenevo che il Milan potesse e dovesse osare qualcosa in più nelle proposta offensiva. Mi sbagliavo. La gara contro l'Udinese è stata, anche per me, un bel secchio d'acqua gelida in faccia. Il Milan di questa stagione è quasi obbligato a proporre un calcio spartano. Non è una scelta, bensì una necessità.
Il tema rimane pertanto la struttura della squadra. Non a caso, in estate, Igli Tare aveva spesso parlato di Milan con il 4-3-3. Un sistema di gioco che non si è quasi mai visto perché non attuabile. L'attuale strutturazione non nasce da una preferenza di Allegri che, in carriera, ha quasi sempre scelto la difesa a 4. Nasce, invece, dalle caratteristiche dei difensori a disposizione dell'allenatore rossonero.
Il Milan ha due braccetti istintivi che nella difesa a 3 trovano senso, mentre in una linea a 4 fanno fatica e gestire la loro esuberanza. Tomori e Pavlovic non sono in grado di proporre letture raffinate delle situazioni di gioco. Matteo Gabbia è l'unico centrale che ha leadership e capacità di leggere in anticipo le situazioni. Gabbia però nella difesa a 3 si trova a suo agio, mentre nella linea a 4 fa più fatica.
Se il Milan vuole migliorare la sua proposta di gioco deve ragionare sulla struttura della squadra e sulle caratteristiche di alcuni giocatori, in particolare dei difensori. Si tratta di un tema complesso che dovrà essere affrontato nelle prossime settimane, possibilmente dopo aver raggiunto la qualificazione alla prossima Champions League, vero e proprio passaggio chiave per rimettersi finalmente sui binari della competitività.
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