Rivoluzione Milan: da senza società al colpo più oneroso della storia al sogno Van Dijk
Il Milan di Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimović è stato dichiarato morto da mesi, senza però aver trovato il cadavere. A partire da questa estate, il Milan è entrato ufficialmente sotto il controllo totale e maggioritario di RedBird. Le ombre del fondo Elliott, che nell'organigramma era rappresentato da un Giorgio Furlani forte di un potere d'esecuzione e di veto finanziario rigidissimo, sono finalmente sparite. Questo può definirsi, a tutti gli effetti, l’anno zero.
Manchester City v AC Milan - Pre-Season Friendly
Fino a ieri, il club è sembrato ostaggio di un paradosso: come era possibile che un'anima rock e ambiziosa come quella di Ibrahimović avesse avallato, soltanto un anno fa, l'idea di affidare la panchina a Massimiliano Allegri, forse spinto da figure come Igli Tare? La risposta sta tutta in quel passato condizionato. Quella era una scelta di compromesso, figlia della paura e della necessità di una "normalizzazione" aziendale caldeggiata dalla vecchia guardia. Ma oggi che la dirigenza ha la possibilità di scegliere in totale autonomia, le reali intenzioni sono chiare ed evidenti. Finita l'era dei paletti asfittici, Cardinale e Ibra hanno dato libero sfogo alla loro visione. Il passaggio dal pragmatismo difensivo di Allegri al calcio totale e propositivo di Rúben Amorim è la prova del nove: una metamorfosi dall'acqua al fuoco, che cancella la gestione puramente contabile per abbracciare un'idea di sport che unisce business, coraggio e spettacolo.
Da Van Dijk a Inácio passando per Liberali: cosa significa?
Puntare oggi su profili di questo calibro, anche se un top player mondiale come l'olandese Virgil van Dijk può sembrare una suggestione ai limiti dell'inarrivabile, certifica un cambio di mentalità totale. Cardinale lo ha sempre detto: per far crescere il brand Milan nel mondo serve uno show eccitante, europeo, moderno. Ora che l'influenza di Elliott è azzerata, la macchina rossonera viaggia a marce altissime. Gli arrivi lampo di Amorim in panchina e Gonçalo Ramos in attacco, concretizzati in pochissime settimane, dimostrano che il mercato del Milan è appena iniziato e non si fermerà alle apparenze.Clicca sull'immagine per maggiori dettagli sul palinsesto offerto da Bet365.
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In questo nuovo ecosistema si incastrano perfettamente le altre tappe della rivoluzione. Il clamoroso inserimento per Gonçalo Inácio dello Sporting Lisbona garantirebbe ad Amorim un difensore moderno, affidabile e formidabile in fase di impostazione, perfetto per il suo scacchiere tattico. Ma il vero manifesto politico della nuova era sarebbe il ritorno a casa di Mattia Liberali. Andare a riprendere quel talento classe 2007, messo alla porta un anno fa da chi non aveva creduto in lui, equivarrebbe a una dichiarazione di potenza e maturità da parte della società: "Abbiamo commesso un errore di valutazione nel cederti, lo ammettiamo, cambiamo rotta e adesso guardiamo avanti insieme".
Gonçalo Ramos: il colpo storico che inaugura l'era Cardinale
Se i sogni in difesa infiammano i tifosi, la realtà dell'attacco ha già spaccato il mercato. L'acquisto di Gonçalo Ramos per la cifra monstre di 74 milioni di euro è un punto di non ritorno che non può in alcun modo essere sottovalutato. Era esattamente ciò che serviva al Milan: un bomber moderno, futuribile, famelico e capace di viaggiare a medie realizzative impressionanti.
Al di là dell'indiscusso valore tecnico sul rettangolo verde, l'operazione Ramos porta con sé un significato simbolico devastante per la concorrenza. Diventando ufficialmente l'acquisto più oneroso dell'intera storia del club rossonero, il portoghese cancella l'etichetta del Milan "al risparmio" o prigioniero degli algoritmi. Questo è il colpo di copertina, il biglietto da visita con cui Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimović inaugurano ufficialmente, e senza più intermediari, il loro vero, reale e ambizioso Milan.
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