Nkunku e l'umore generale cambiato dopo il rigore di Genova
Un rigore può cambiare i giudizi. Sembra strano, ma è quello che sta avvenendo. Christopher Nkunku, fino a pochi giorni fa, era l’emblema del disastro del Milan sul mercato estivo. Anzi, Nkunku e Jashari erano le due stelle polari di un certo tipo di critica indirizzata all’operato del Direttore Sportivo del Milan Igli Tare, colpevole – secondo la vulgata – di avere portato a termine queste due onerosissime operazioni.
AC Milan v Hellas Verona FC - Serie A
L'umore variabile su Nkunku
Oggi l’atmosfera generale attorno a Nkunku, appare leggermente diversa. Il rigore procurato e poi personalmente realizzato dal giocatore francese contro il Genoa domenica scorsa, pare aver aperto uno squarcio di luce nelle valutazioni sull’attaccante transalpino. Nkunku, così, non viene più trattato alla stregua di un “errore di mercato”.L'ex attaccante del Chelsea non ha disputato la migliore stagione della sua vita, ma ha comunque realizzato 8 gol in questa tribolata annata. Qualcuno fa notare che 5 di queste 8 reti sono state realizzate su penalty ma, come in tanti sanno, saper calciare i rigori è un’abilità, non è certamente un’onta di cui vergognarsi.
Inoltre Nkunku si è assunto l’onere di calciare uno dei rigori più pesanti della stagione domenica scorsa e questo è un aspetto da tenere ben presente. La palla, in quel momento, scottava non poco perché un potenziale errore avrebbe avuto un effetto di rimbalzo psicologico notevole su una squadra in difficoltà come l’attuale Milan.
L'attaccante francese non è mai stato in condizioni ottimali quest'anno
In generale il tema di fondo va oltre i numeri. Sarebbe opportuno considerare un aspetto fondamentale: in questa stagione Nkunku non è mai riuscito a trovare un buon livello di condizione fisica. E oggi come oggi, coi ritmi del calcio attuale, pretendere di giudicare un giocatore quando non sta bene fisicamente è un grave errore. Vale per Nkunku, ma vale per qualsiasi altro giocatore.
In questa overdose di giudizi che vanno dalle TV ai social si accavallano troppe opinioni eccessive, prive di basi empiriche. Sarebbe opportuno riuscire ad avere la lucidità di valutare i giocatori quando stanno bene fisicamente. Altrimenti non sono valutazioni, bensì semplici sfoghi umorali. Sfoghi, beninteso, che fanno parte del gioco. Comprensibili, umani forse, ma difficilmente catalogabili come attendibili.
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