Milan: vincere in emergenza cementa lo spirito di gruppo
Vincere a Udine non era per nulla scontato dopo gli ultimi giorni di burrasca in cui abbiamo assistito ad una brutta sconfitta in terra inglese, ad una quantità industriale di polemiche strumentali e alla bufala di Gerry Cardinale già dubbioso su Ruben Amorim. Il Milan è arrivato a questa partita bombardato da una parte e dall'altra. Amorim è stato bravo a compattare l'ambiente e a scegliere l'undici adatto per affrontare una partita sulla carta ostica.
Prova di spessore del Milan
La squadra, tuttavia, è stata abile a rendere la gara adatta alle proprie caratteristiche. La scelta di un doppio play (Modric e Jashari insieme) ha consentito al Milan di gestire e amministrare il possesso, rendendo la propria uscita della palla molto meno aggredibile rispetto ad altre occasioni.
Certo l'Udinese non era nelle condizioni per proporre un pressing feroce ed ultra-offensivo: la squadra friulana però è molto brava nel rendere ardue certe partite contro le grandi squadre, un aspetto tecnico che il Milan conosce bene dato che, nella scorsa stagione, la sconfitta in casa contro l'Udinese fu una doccia gelata per la squadra all'epoca allenata da Max Allegri.
La valenza della vittoria in emergenza
Il Milan ha vinto in piena emergenza, stante le assenze di ben 6 giocatori fondamentali. Un'ora prima del match di Udine, la lista degli indisponibili constava di Gabbia, Saelemaekers, Chukwueze, Diego Moreira, Mario Gila, Rabiot e Pietro Terraciano. A parte il terzo portiere, tutti elementi titolarissimi o comunque quasi titolari.
Se vinci bene, anche in emergenza, fornendo peraltro una prova di spessore, si compatta il gruppo e se ne cementa lo spirito. La strada, insomma, è quella giusta. Ci saranno altre cadute, è inevitabile quando si costruisce, ma ciò che conta è andare dritti per il sentiero intrapreso. Questo Milan sta diventando squadra: è questa la notizia più bella della notte di Udine.
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