Milanisti Channel Editoriale Fonseca e il Milan: tante parole, ma nessuna autocritica

Fonseca e il Milan: tante parole, ma nessuna autocritica

mbambara
Il tecnico portoghese attacca i calciatori. Eppure da Roma a Milano il denominatore negativo rimane sempre e solo il suo carattere

Hanno suscitato non poche discussioni le dichiarazioni rilasciate dall'ex tecnico del Milan Paulo Fonseca alla Gazzetta dello Sport qualche giorno fa. Le sue opinioni meritano tuttavia qualche considerazione a margine.

Le dichiarazioni di Paulo Fonseca

"Ero stato voluto per cambiare mentalità. Non mi hanno dato il tempo, ma abbiamo giocato tante belle partite. E dopo di me non è più successo". "Sono deluso, sì perché due anni fa venni chiamato per un motivo: cambiare lo stile di gioco della squadra. [...] La verità è che per cambiare ci vuole tempo e giocare questo calcio in Italia non è facile. Per riuscirci bisogna cambiare prima di tutto la testa dei giocatori. Vi sembrerò arrogante, ma io ero avviato su quella strada e, dopo di me, non ho mai più visto il Milan esprimere la qualità di gioco mostrata con il sottoscritto in panchina".

Qualche inevitabile precisazione

Paulo Fonseca ha tutto il diritto di dire ciò che pensa relativamente al suo periodo rossonero. La sua opinione è sacrosanta ma non è la Bibbia. In primis, qualcuno dovrebbe far notare a Paulo Fonseca che, nella sua carriera, ogni volta che ha provato ad alzare il livello, andando in piazze importanti, è finita male, con due inevitabili esoneri dopo che lo stesso Fonseca aveva rotto con lo spogliatoio. E' accaduto alla Roma ed è accaduto poi anche al Milan. Sarà sempre colpa dei giocatori brutti e cattivi o magari c'è qualcosa di sbagliato nel suo modo di porsi?

Paulo Fonseca

Paulo Fonseca

In secondo luogo, sarebbe utile che Fonseca facesse mente locale sul suo periodo rossonero. Quando il tecnico portoghese arriva al Milan, la squadra rossonera è reduce da 1 scudetto, 2 secondi posti, 1 quarto posto ed una semifinale di Champions League. Fonseca non aveva raccolto il testimone di un Milan allo sbando. Doveva implementare un modo di giocare diverso rispetto al calcio proposto da Stefano Pioli, ma non sta scritto da nessuna parte che dovesse farlo andando allo scontro con i giocatori. Se il suo metodo è stato fallimentare sia a Roma, sia a Milano, forse dovrebbe volgere lo sguardo dentro di sé, non certo contro chi ha lavorato con lui. Autocritica, questa sconosciuta....

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