Le ragioni del massacro mediatico di Ruben Amorim
Ciò che stona è il tarlo del pregiudizio. Perché sul tecnico del Milan Ruben Amorim, il clima mediatico italiano è avvolto da una patina pelosa di preconcetto che non va via nemmeno dinanzi ai risultati positivi e ad un lavoro di campo funzionale allo sviluppo di un progetto.
Ecco perché Amorim è soggetto a questo massacro mediatico
L'allenatore portoghese sta pagando, essenzialmente, tre gravissime colpe. La prima è abbastanza ovvia: essere straniero. In Italia, un paese fortemente conservatore anche nelle abitudini e nelle tradizioni, questa è un'onta quasi incancellabile.
Udinese Calcio v AC Milan - Serie A 2026/27
C'è poi un secondo aspetto, strettamente connesso al primo: Ruben Amorim non ha amici fra i giornalisti, non parla ancora bene l'italiano ed ha il "vizio maledetto" di lavorare tanto sul campo e poco o nulla con il telefonino. Ciò è inaccettabile per larga parte della stampa italiana, abituata ad accogliere gli sfoghi di certi allenatori, di consolarsi e di proteggerli.
C'è infine, un terzo motivo per cui Ruben Amorim viene mal tollerato dalla stampa italiana: la sua proposta di calcio è improntata ad un gioco offensivo, ottimistico ed innovativo. La sua comunicazione va oltre i canoni ordinari. Per lui i pareggi sono mezze sconfitte. Nel paese ancora prigioniero del mito del catenaccio la sua idea di gioco sarà sempre osteggiata da quelli che pensano di saperla lunga.
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