Milan-Juventus, Armistiziopoli
analis iFacebook di Roberto Beccantini -
Zero a zero, come all’andata. Là, Tudor versus Allegri: gran parata di Maignan su Gatti e rigore di Pulisic calciato nell’alto dei cieli; qua Allegri versus Spalletti: tiro di Rabiot murato da Di Gregorio, un altro di Conceiçao "pettato" dal portiere, la traversa di Saelemekers e il resto, tutto il resto, una brodaglia da refettorio di certi collegi dall’atmosfera gotica.
Milan-Juventus
Milan-Juventus: ritmi blandi, squadre bloccate, sprazzi avari
Il Milan del Feticista, con Leao più a sinistra e Pulisic più a destra, aspettava che fossero i "turisti" ad avvicinarsi al pullman. Che, va detto, ogni tanto si muoveva a ruota di pavone (come nel caso del "legno"). Il possesso palla degli spallettiani – 54% a 46% – si esauriva in un attorcigliato torello da sbadigli. Sia con il Portoghesino, il migliore, sia con Yildiz alla fine. Un cozzo aereo con Locatelli toglieva di mezzo la bussola del Diavolo, quel Modric senza il quale, avvicendati Pulisic e Leao, la squadra si chiudeva al limite del proprio fortino.Iscriviti al canale Whatsapp di Milanistichannel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
E’ dura senza centravanti, chiunque "finga" di giocarci. Paura e rispetto, andando a braccetto, preferivano non disturbare il coraggio. Tomori, Gabbia e Pavlovic da una parte, Kalulu, Bremer e Kelly dall’altra vivevano di rendita sullo scalpiccio di Tartari lontani. I dribbling di Boga non erano fiammiferi: erano mozziconi. Morale: aria di Armistiziopoli, per dirla con il lessico di moda. In tribuna c’era Gullit: cervo che esce di foresta. Difficile che, ai suoi tempi, si russasse in curva.
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