Milan e Juve, solita fatal frittata
analisi di Roberto Beccantini su Facebook -
Alla Juve è successo quello che era successo con il Lecce. Ritmi da saputelli, come se il risultato fosse un atto dovuto; una modica quantità di jella (traversa di Bremer al 26’, palo di Zhegrova al 93’); bombardamento (di cerbottane, spesso). Fino, naturalmente e ineluttabilmente, alla frittatona Bremer-Kalulu e alla zampata dello scozzese Bowie, non micidiale ma tale da sorprendere Di Gregorio.
Milan Juve
Milan e Juve, c’era tutto un tempo, per rimediare
Ma Spalletti non gioca. Fa giocare. Solitamente abbastanza bene. Non stavolta. Perché Montipò si è superato su Conceiçao; perché gli manca un centravanti (uffa); perché la frenesia dei piedi ha cominciato a sostituirsi alla calma dei forti. L’ingresso di Vlahovic ha prodotto, se non altro, la punizione del pari. L’Hellas ha alzato leali e ruvide barricate: segnalo Edmundsson. In assenza delle «bombe» da fuori, ci sarebbe voluto il «machete» del miglior Yildiz per farsi largo in una selva così oscura, così fitta. Oppure il Boga di certe rime (non questo). Insomma: «il» (quasi) fatal Verona. Migliore in campo: Conceiçao. E, alla fine, troppo pseudo-punte.Iscriviti al canale Whatsapp di Milanistichannel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
Sassuolo-Milan 2-0 (Berardi, Laurienté). Il Milan di Reggio, inguardabile già all’inizio, figuriamoci dopo la chicca di Berardi, al 5’, e il rosso (corretto) di Tomori, al 24’. Tiri in porta, zero. Occasioni, una (clamorosa): sciupata da Leao, sull’uno a zero. Il raddoppio di Laurienté, al 47’, fissa il confine tra l’allegria del Sassuolo di Grosso (da tenere d’occhio) e il Diavolo allegriano: feo y aburrido. Chiunque vada in campo: subito (Leao, Nkunku) o durante (Pulisic, Gimenez, Loftus-Cheek).
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