L'unica cosa di cui il Milan ha bisogno è la continuità progettuale
Spesso si tende ad analizzare le singole stagioni senza porre riflessioni di ampio respiro. Per fare questo sarebbe necessario volgere lo sguardo ad un arco temporale diverso, meno limitato, atto a consentire valutazioni maggiormente pertinenti. Da qualche settimana, a livello mediatico, si discute sui colpevoli del Milan; personalmente, trovo questa discussione alquanto parossistica, nonché priva di qualsivoglia produttività. Il colpevolismo è un approccio alle cose che non consente un’analisi reale.
Nell’editoriale di oggi, pertanto, ritengo opportuno proporre una riflessione ponderata che, a mio avviso, dovrebbe fare anche Gerry Cardinale.
Gerry Cardinale
Negli ultimi 10 anni il Milan ha cambiato troppo
Negli ultimi 10 anni il Milan ha avuto 4 proprietà diverse (Fininvest, Rossoneri Lux, fondo Elliott, fondo Redbird) e 4 Amministratori Delegati diversi (Adriano Galliani, Marco Fassone, Ivan Gazidis, Giorgio Furlani); si sono succeduti 6 responsabili dell'area tecnica (Rocco Maiorino, Massimiliano Mirabelli, Leonardo, la coppia Paolo Maldini – Ricky Massara, la coppia Geoffrey Mondaca - D'Ottavio, Igli Tare) e 7 allenatori (Vincenzo Montella, Rino Gattuso, Marco Giampaolo, Stefano Pioli, Paulo Fonseca, Sergio Conceicao, Massimiliano Allegri).Nell’ultimo decennio ci sono stati una miriade di colpevoli che si sono alternati. Da Galliani a Berlusconi, da Mirabelli a Tare, da Gazidis a Furlani, da Fassone a Moncada, per finire a tutti gli allenatori che, in un certo momento, sono divenuti, loro malgrado, il problema da risolvere.
Galliani Allegri
In questi dieci anni, tuttavia, il Milan è riuscito a creare un ciclo virtuoso e vincente nell'unico periodo (fra il 2019 ed il 2022) in cui c'è stata la stessa proprietà, lo stesso Amministratore delegato, la medesima area tecnica e lo stesso allenatore. In una parola c'è stata continuità progettuale.
Il valore della continuità
Personalmente non credo alle coincidenze. Sono del parere che ciò che manca di più al Milan in questo momento sia la continuità di chi lavora ed un ambiente proattivo che consenta di lavorare sugli errori e che non consideri il fallimento un reato, bensì una parte del percorso finalizzato ad arrivare alla vittoria.Quel ciclo virtuoso 2019 - 2022 è nato anche grazie alla pandemia del COVID che ha creato una sorta di sospensione dalla realtà. A ottobre 2019 l’ambiente rossonero contestava tutti: la proprietà, Gazidis, Maldini, il povero Pioli accolto con un indecente hashtag.
Lavorando con intelligenza sugli errori quel Milan divenne gruppo e quel gruppo produsse risultati importanti. Questa è la vera grande lezione da comprendere se si vuole invertire davvero la rotta. Altrimenti, il rischio concreto è quello di continuare a bruciare presunti colpevoli.
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