Milan-Atalanta, notte da incubo a San Siro: fischi e paura
Come si inizia a raccontare una serata come quella di San Siro tra Milan e Atalanta? Una partita in cui i rossoneri avrebbero dovuto tirare fuori carattere, orgoglio e senso di responsabilità, ma in cui l’unica cosa davvero tirata fuori sono stati i palloni dalla propria porta.
AC Milan v Atalanta BC - Serie A
Una notte iniziata tra i cori di protesta contro il CEO Giorgio Furlani e terminata con la Curva Sud vuota, simbolo di una frattura sempre più evidente tra ambiente, società e squadra. Nel mezzo, una sconfitta pesante, difficile da assorbire e ancora più complicata da spiegare.
Per certi versi, il pensiero torna inevitabilmente al celebre 5-0 di Bergamo del dicembre 2019, quando il Milan di Stefano Pioli toccò uno dei punti più bassi della propria storia recente. Quella disfatta aprì però la strada alla rinascita, iniziata con l'arrivo del totem Zlatan Ibrahimovic e con la leadership silenziosa ma decisiva di Simon Kjær, pilastri della squadra che avrebbe conquistato il diciannovesimo scudetto.
Oggi, però, il contesto appare diverso. Non esiste un Ibrahimovic pronto a cambiare gli equilibri dall'oggi al domani, né un leader capace di ricompattare immediatamente uno spogliatoio che sembra smarrito.
Adesso il Milan è spalle al muro. Ferito, fragile e senza più margine d'errore. L'unica possibilità di reazione passa dal campo, con due partite che possono decidere non solo il finale di questa stagione, ma anche il futuro del progetto rossonero.
Milan, il peso del ko contro l'Atalanta
Massimiliano Allegri, nella conferenza della vigilia, aveva parlato di senso di responsabilità. Parole che oggi pesano ancora di più, perché perdere con tre gol subiti a San Siro è tutto tranne che un segnale di responsabilità.
Il problema non è soltanto la sconfitta, resa meno pesante sulla carta dai due gol nel finale di partita. Il problema è la sensazione di vuoto lasciata da un Milan incapace di reagire nel momento più importante della stagione. Ed è proprio qui che si misura il peso di una squadra: quando tutto crolla, servono uomini prima ancora che calciatori.
Le contestazioni, i fischi e una Curva Sud vuota sono soltanto la conseguenza finale di una stagione che sembra essersi sgretolata su sé stessa. Ora resta solo una domanda: il Milan ha ancora la forza per rialzarsi?
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