Milan: non è il momento per avere aspettative troppo alte
La sconfitta in terra inglese contro il Bournemouth è stata netta e meritata per il Milan. La squadra allenata da Marco Rose ha giocato una partita migliore, più intensa e maggiormente sul pezzo rispetto alla squadra di Ruben Amorim. Sono stati commessi molti errori che vanno analizzati con attenzione lucida e con la necessaria severità.
Gli errori di Bournemouth: le responsabilità del tecnico e dei giocatori
Partiamo dal primo errore. Ruben Amorim ha sbagliato la formazione iniziale, in cui c'erano almeno due giocatori fuori ruolo (Loftus Cheek a sinistra e Hutchinson seconda punta). Questa scelta ha reso alquanto complicata l'uscita della palla dalla fase difensiva contro una squadra molto abile nella pressione come il Bournemouth.
Secondo errore: Diego Moreira a destra ha senso se ci sono due trequartisti dietro la punta che possono dialogare con lui quando viene dentro il campo. In caso contrario, il rischio è quello di avere un pesce fuor d'acqua che non riesce ad incanalare nella maniera giusta la propria forza e l'eccellente progressione.
Terzo aspetto su cui riflettere: l'ingenuità di Mike Maignan è molto grave. Può succedere nel calcio di perdere la testa, ma bisogna essere consapevoli che certi errori si pagano cari. Giocare circa 70 minuti in 11 contro 10 nel calcio di oggi equivale ad una morte annunciata. Meglio subire due gol in due minuti che rimanere in dieci.
Quarta ed ultima considerazione: certi approcci alla gara devono cambiare e questo è un richiamo inevitabile per alcuni giocatori. Non si può entrare in campo molli e vaghi perché, soprattutto in ambito europeo, gli avversari non fanno prigionieri.
Aspettative troppo alte attorno al Milan: non è il momento
Esaurita la disamina degli errori, mi permetto di porre una questione assolutamente preponderante in questa fase storica del club. Ritengo infatti che ci siano troppe aspettative attorno al Milan, aspettative che portano ad una esasperazione eccessiva nell'analisi delle sconfitte o dei pareggi e ad una drammatizzazione che non giova all'ambiente.La frase "noi siamo il Milan", è bellissima e meravigliosa, ,ma va declinata in una maniera diversa perché la storia di un club può aiutare lo stesso club ad accelerare un determinato percorso di crescita, ma non può in alcuna maniera consentire scorciatoie rispetto ad un progetto tecnico che è appena iniziato. Il Milan, anche nella sua fase storica aurea, si è ritrovato a giocarsi in quarto posto con Chievo e Bologna. Senza vergognarsene.
Ruben Amorim ha diritto al suo tempo, al rispetto del suo lavoro e ad un'analisi serena, severa e lucida degli errori che commette (e ieri ce ne sono stati tanti). Non servono sconti al tecnico portoghese, così come non servono giustificazioni ai giocatori. Il momento storico del club però va compreso. Le risalite, nel calcio moderno, sono lunghe e non sono scevre da errori di crescita. E' opportuno tenerlo a mente prima di fare drammi.
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