Mike Maignan e l'eccesso di moralismi inutili
Non c'è alcun dubbio che Mike Maignan abbia sbagliato. Il portierone rossonero, nella triste serata di Bournemouth, ha lasciato il Milan in dieci uomini dopo soli 25 minuti di gara (con un rigore contro peraltro) a causa di una reazione sbagliata che è costata un pesantissimo cartellino rosso ed una conseguente sconfitta in terra inglese.
Il gesto del portiere del Milan è stato un grave sbaglio. C'è, inoltre un'aggravante: Mike Maignan è anche il capitano del Milan e quella manata in faccia, da capitano, è un doppio errore. Non a caso, l'attuale numero uno della nazionale francese ha subito chiesto scusa per una reazione non intenzionale, ma stupidamente istintiva.
Errore si ma basta prediche inutili. Rispetto per Mike Maignan
Detto ciò, adesso fermiamo i predicozzi. Perché di errori figli dell'istinto è ricchissima la storia del calcio italiano e mondiale. Dalle testate senza apparente senso di Zinedine Zidane (celebre quella a Materazzi in finale dei Mondiali 2006), alle reazioni non propriamente oxfordiane di Zlatan Ibrahimovic in certi momenti dell'anno (manata a Rossi nel 2011, buffetto ad Aronica nel 2012).
Succede, o meglio non dovrebbe succedere, ma quando i giocatori sono in campo e il livello di agonismo è forte, qualche volta l'istintività prevale sulla ragione. Il risultato è un'espulsione che diventa un peso per la squadra e lascia inevitabile scoramento nella tifoseria.
Le prediche e i moralismi un tanto al chilo, tuttavia, sarebbe il caso di evitarli. Il calcio è uno sport maschio e, per certi versi, ancora ancestrale. Meglio mettere un punto e andare a capo. Per Mike Maignan e per il bene del Milan.
Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
© RIPRODUZIONE RISERVATA