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Risultato batte estetica

Massimiliano Allegri: risultato, critiche e Padre Tempo

Gaetano de Santis
Gaetano de Santis Redattore 
Vittoria fondamentale per il Milan di Allegri, ma il dibattito resta focalizzato sull'estetica più che sui punti conquistati.
01:04 min

Dopo i tre punti di Verona, fondamentali nella corsa alla qualificazione alla prossima Champions League, i toni sul Milan di Massimiliano Allegri sono rimasti, ancora una volta, gli stessi tra narrative unidirezionali e richiami a "Padre Tempo".

Eppure, al Bentegodi contava una sola cosa: vincere. E il Milan lo ha fatto.

La vittoria per 0-1 è stata accolta da alcuni con sufficienza, quasi fosse un risultato minore. Come se vincere di misura rappresentasse un limite e non un merito. Ma nel calcio, soprattutto in questa fase della stagione, il margine conta poco: contano i punti.

Eppure, nel solito sterile dibattito settimanale, non sono mancati gli esteti del calcio, quelli per cui vincere non basta mai. Quelli che parlano continuamente di Allegri e di "Padre Tempo", che si rifugiano in un'idea di calcio più raccontata che praticata, e che, pur rivendicando indipendenza di giudizio nonostante la dichiarata fede calcistica, finiscono spesso per muoversi all'interno di una narrazione prevedibile.

La vittoria di Verona, essenziale in termini di classifica, ma non spettacolare, è diventata così il pretesto perfetto per alimentare ancora una volta critiche più ideologiche che tecniche.

Risultato contro Padre Tempo: il mantra di Allegri

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Allegri voleva vincere. Non cercava una prestazione da copertina, né dimostrazioni estetiche. Voleva portare il Milan a 66 punti, agganciare il secondo posto e restare pienamente dentro la corsa Champions.

Un risultato ancora più pesante alla luce dei passi falsi delle concorrenti e in vista del prossimo impegno, quando a San Siro arriverà la Juventus guidata da Luciano Spalletti, reduce da una vittoria convincente.

Il post partita di Verona ha rappresentato anche un momento di chiarezza definitiva sul futuro: Allegri resta saldo sulla panchina rossonera, con il pieno sostegno del club.

Si può discutere di estetica, di filosofia e perfino di "Padre Tempo". Ma il calcio, alla fine, resta tremendamente semplice: chi fa punti resta, gli altri raccontano. E oggi il Milan, senza chiedere il permesso a nessuno, è ancora lì.

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