La ricerca della felicità: un nuovo Direttore Sportivo al Milan
Il tema del Direttore Sportivo tiene banco ovunque e in ogni salsa: teorie, narrazioni, polemiche e frecciatine spuntano da ogni angolo. Sembra quasi che l’unica squadra ad aver già concluso la stagione sia il Milan, quando in realtà mancano ancora sei partite di campionato e almeno una di Coppa Italia.
Non si ricorda un’attesa così spasmodica – come quella per il Direttore Sportivo del Milan – per nessun’altra squadra, né in alcun’altra occasione nella lunga storia del campionato italiano. Eppure, non sempre abbiamo assistito a scelte tanto rapide da non lasciare spazio a dubbi, come invece si tende a pretendere in questo frangente. Basti pensare a ciò che è accaduto appena dodici mesi fa: una squadra ha giocato - e vinto - una Coppa Italia con un allenatore già sull’uscio d’uscita; un’altra, tornata in Champions League dopo anni, ha visto il proprio tecnico farsi da parte proprio nel giorno della festa per il tanto agognato ritorno nell’Europa che conta; e infine, una terza squadra ha disputato - e perso - la sua seconda finale europea consecutiva, salutando l’allenatore dopo tre ottime stagioni.
AC Milan v AS Roma: Quarter-Final First Leg - UEFA Europa League 2023/24
Questi sono solo tre esempi. Ma si potrebbe approfondire ulteriormente la questione, sottolineando come la squadra attualmente seconda in classifica abbia ufficializzato il proprio allenatore - o meglio, il suo allenatore ha sciolto le riserve - “solo” il 5 giugno. Questo, dopo settimane in cui era stato accostato a più panchine.
La storia è piena di decisioni prese a tempo debito. Senza forzature. Senza quella fretta che, spesso, è cattiva consigliera. Tuttavia, nel caso specifico del Direttore Sportivo del Milan, il tempo sembra essere tiranno. La scelta deve avvenire al più presto, altrimenti - stando a quanto emerge da quotidiani sportivi e social - la stagione 2025/2026 non potrà nemmeno cominciare.
La frenesia è il sentimento dominante, mentre l’adeguatezza delle decisioni finisce, spesso, in secondo piano.
Per concludere, prendiamo in prestito una citazione magistrale, superba e perfettamente calzante: quella pronunciata da Chris Gardner, interpretato da Will Smith, nel film diretto da Gabriele Muccino. Una frase rimasta nel cuore di molti: “Non conta il numero di respiri che fate nella vostra vita, ma i momenti che il respiro ve lo tolgono.”
Ecco. Abbiate tutti pazienza. Non è rilevante quanto tempo si impiega, purché quel tempo sia propedeutico a vivere momenti davvero indimenticabili. Tutti guardano nella stessa direzione: la seconda stella.
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