Il Milan secondo Matteo: mai smarrire la strada di casa
Il percorso giusto. La priorità ai bimbi in cura nel reparto di chirurgia pediatrica del Policlinico di Milano, poi il resto, le cose del calcio e la professione. La strada giusta, dall'ospedale per solidarietà a Casa Milan per amore. Per la firma. per il 2029, per un insegnamento. Che, nel calcio, sensibilità e realismo, umiltà e intelligenza, sono importanti tanto quanto la tecnica, i piedi, le doti fisiche e atletiche. Ecco i principi e i valori che sono stati il corredo cromosomico di Matteo Gabbia per non perdere mai la segnaletica della strada di casa, il Milan. Nel 2018 in prestito alla Lucchese, dove l'acqua non era sempre calda negli spogliatoi e dove i tifosi pagavano le trasferte?
Nessuno smarrimento, nessun patema
Si impara, si capisce che il calcio non è solo luci della ribalta e che le cose importanti del calcio non vanno date per scontate e bisogna sapersele conquistare.
Nel 2023 si va in prestito al Villarreal, ci risiamo, un secondo prestito e il rischio di entrare nel loop di queste formule? Si cresce, si ha la fortuna di trovare in campo e in spogliatoio un professore e un campione del mondo come Raul Albiol e allora si apprende tutto il possibile, sulla lucidità, sulla visione di gioco, sulle linee e sulle distanze. Eccolo il Matteo Gabbia di oggi, nessun granellino, nessun sassolino del percorso è andato perduto. Tutti raccolti, tutti conservati, tutti utili a futura memoria. Ecco come un ragazzo che nel suo tragitto calcistico ha cambiato ruolo, da centrocampista a difensore centrale, che ha cambiato maglia un paio di volte (anche se alla Lucchese c'era sempre il rossonero), ha saputo non cambiare mai pelle, atteggiamento e punti di riferimento.
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