Fabio Capello: l'uomo che vive nel passato
Nella serata di martedì, durante il post partita di Champions League su SKY, Fabio Capello, ex allenatore, fra le altre, di Milan, Juventus e Roma ha posto una domanda dal sapore decisamente retorico all'allenatore del Napoli, Max Allegri.
La visione di Fabio Capello
La domanda sibillina posta ad Allegri da Fabio Capello era la seguente: "nel campionato italiano si segna tantissimo, sono stati aboliti gli 0-0. Questa sera voi tre gol subiti e l'Inter quattro. Non si sa più difendere in Italia con la storia del giocare dal basso?".Ho grande rispetto per Fabio Capello e credo che la sua storia di allenatore sia indiscutibile. Da tifoso milanista gli sono profondamente riconoscente: il suo Milan dei record, con i 4 scudetti in 5 anni e con la meravigliosa finale vinta contro il Barcellona ad Atene rimane uno dei picchi più alti della storia del club rossonero.
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Fabio Capello Beckham
Tuttavia, da tanto tempo ravviso come l'allenatore friulano sia rimasto prigioniero del passato. Fabio Capello, infatti, da tanto tempo, propone soluzioni per il calcio italiano che sanno di restaurazione dolce di qualcosa che non è più possibile vedere. E il tema del "saper difendere" è profondamente ricorrente nelle sue analisi.
Il calcio non è semplice: va analizzato nella sua complessità
La complessità del calcio va letta in maniera approfondita. A mio parere questo sport è cambiato moltissimo negli ultimi dieci anni. Questo cambiamento può piacere o meno - sono gusti rispettabili - ma nell'analisi generale bisogna prendere atto che il tessuto connettivo del gioco ha avuto un'evoluzione enorme e componenti come intensità e atletismo sono diventate preponderanti.Le nuove regole varate dall'IFAB (prima l'introduzione dei cinque cambi, poi le sanzioni in caso di perdita di tempo sui falli laterali, sui rinvii dal fondo, sui giocatori infortunati e sui cambi) hanno alzato tantissimo l'intensità ed i ritmi del gioco.
In questo contesto, il problema non è saper difendere bensì prendere atto che è molto più difficile difendere quando i ritmi sono alti perché la difesa è troppo sotto pressione. Normale pertanto che la naturale evoluzione del gioco vada verso un'impronta offensiva del gioco. Focalizzare l'analisi sul saper difendere, come fa Fabio Capello, è un punto di vista tipico di chi è rimasto prigioniero del passato.
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