Milanisti Channel Editoriale Ancelotti - Amorim: un parallelo storico sul cambio modulo

Ancelotti - Amorim: un parallelo storico sul cambio modulo

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Nel 1997 Ancelotti rifiutò Baggio per non cambiare modulo. Col tempo capì la portata dell'errore. Amorim, oggi, sta facendo lo stesso percorso

Non bisogna mai soffrire di idee fisse. Lo dimostra - semmai ce ne fosse bisogno - l'attuale allenatore del Milan, Ruben Amorim. Quando Amorim venne ingaggio dal Manchester United commise, suo malgrado, un errore marchiano: scelse di anteporre il modulo ai giocatori.

CAIRATE, ITALY - OCTOBER 01: Ruben Amorim Head coach of AC Milan looks on during an AC Milan Training Session at Milanello on October 01, 2026 in Cairate, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Il talebanismo sul modulo di Amorim a Manchester

Non fu una scelta felice. Un anno fa, più precisamente nel settembre del 2025, dopo un derby perso malamente contro il Manchester City di Pep Guardiola, Ruben Amorim dichiarò candidamente che il suo sistema di gioco, il 3-4-2-1, non poteva essere messo in discussione per nessun motivo.

"Nemmeno il Papa mi farà cambiare modulo" - disse candidamente in conferenza stampa il tecnico portoghese, forse inconsapevole della portata di quella frase. Da lì a pochi mesi, Ruben Amorim avrebbe chiuso in maniera ingloriosa la sua esperienza alla guida del Manchester United, con un inevitabile esonero.

Il caso Baggio a Parma nell'estate del 1997 e il diniego di Ancelotti

E' tipico degli allenatori giovani avere una sorta di idolatria per il sistema di gioco con cui si sentono più sicuri. Accadde anche a Carlo Ancelotti, all'inizio della sua carriera da allenatori. Era l'estate del 1997 e Carletto era al suo secondo anno da allenatore di Serie A alla guida del Parma. L'anno prima la squadra ducale aveva fatto molto bene, piazzandosi seconda dietro la Juventus di Marcello Lippi.
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Il Parma quell'estate aveva preso Roberto Baggio. I tifosi della squadra emiliana già sognavano un tridente da sogno composta da Baggio, Crespo e Chiesa, ma Ancelotti, sorprendentemente, rifiutò l'arrivo del Divin Codino perché poco compatibile con il suo sistema di gioco, il 4-4-2. Un anno prima, sempre per lo stesso motivo, Ancelotti non si era opposto alla cessione di Gianfranco Zola al Chelsea.

Ancelotti Maldini

Ancelotti Maldini

A distanza di qualche anno, fu proprio Ancelotti, con estrema sincerità, a riconoscere la portata dell'errore. "Ripensandoci oggi sono stato un pazzo. Come puoi rinunciare a uno come Baggio? Ero giovane e non avevo il coraggio di addentrarmi in una cosa che non conoscevo a sufficienza, un altro modulo. Del 4-4-2 sapevo tutto".

Il parallelo Ancelotti - Amorim

Carlo Ancelotti, dopo l'esperienza di Parma, andò alla Juventus, ma non commise lo stesso errore. Aveva a disposizione Zinedine Zidane e decise di derogare dal suo 4-4-2 perché non era pensabile rinunciare al talento sconfinato del giocatore francese. E così Carlo Ancelotti cambiò sistema di gioco, passando ad una sorta di 3-4-1-2, utile per valorizzare al meglio Zizou.

In questi giorni, a Milanello, Ruben Amorim sta facendo le prove generali di un cambio modulo, dopo aver riproposto, contro il Lecce, un Milan con la difesa a 4, in deroga del suo 3-4-2-1. Il tecnico portoghese pare aver imparato dall'esperienza di Manchester. I moduli non sono divinità da venerare, ma strumenti per far rendere al meglio i giocatori a disposizione.

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