Ci vuole equilibrio nei giudizi: il lavoro di Amorim è credibile
Non è sensato dire che "era soltanto il Lecce". In primis perché ci vuole rispetto per l'avversario e in secondo luogo perché la squadra di Eusebio Di Francesco ha una sua struttura, è dodicesima in classifica, con gli stessi punti dell'Atalanta e a soltanto una lunghezza dal Napoli.
In realtà quello che i tifosi rossoneri hanno potuto ammirare ieri sera nella cornice di San Siro è stato un Milan decisamente convincente, messo bene in campo, strutturato secondo un 4-4-2 (o 4-4-1-1) in fase di non possesso, un dettaglio non banale che ha reso più rapido il recupero del pallone e la successiva gestione dello stesso.
La credibilità del lavoro di Amorim
La scelta di Amorim, poi, di abbandonare qualche esperimento di troppo per puntare su un undici titolare molto più credibile ha consentito alla squadra rossonera di avere uno spessore diverso rispetto alle ultime esibizioni un po' vaghe, andate in scena nel primo tempo di Roma contro la Lazio e nella gara di Europa League contro il Benfica.
Il percorso, ovviamente, è soltanto all'inizio. Questo Milan ha bisogno di tantissimo equilibrio. In campo prima di tutto ma anche nell'ambiente circostante. Dopo la sconfitta contro il Benfica i giudizi sulla squadra di Amorim erano apparsi troppo netti e le sentenze di condanna erano state senza appello.
In realtà, ci vorrà tempo per giudicare questo Milan. Le basi sono buone, ma il tempo per costruire su di esse è decisamente variabile. Ruben Amorim sta provando a dare un'identità di squadra e a plasmare un collettivo con grande prospettiva, su cui lavorare anche per il futuro. Va lasciato lavorare con calma, senza pretendere tutto e subito. Senza cultura del lavoro è impossibile costruire qualcosa di credibile.
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