Profondo rossonero: il Milan non segna più
Sassuolo-Milan è l'ennesima partita da dimenticare dell'ultimo periodo, in linea con quanto visto dopo la sosta delle nazionali di marzo. La sconfitta del Mapei Stadium rende evidente ciò che era già nell'aria: il Milan ha il fiato corto, poche idee e ancora meno soluzioni offensive.
US Sassuolo Calcio v AC Milan - Serie A
I numeri sono impietosi: Santiago Gimenez non segna in Serie A dalla scorsa stagione, Christian Pulisic da dicembre, Niclas Fullkrug da gennaio, Christopher Nkunku da febbraio e Rafael Leao da marzo. Sembra uno scioglilingua, invece è la fotografia esatta del problema offensivo rossonero.
Da gennaio in poi, senza l'apporto di Adrien Rabiot, il Milan avrebbe raccolto molti meno punti e probabilmente sarebbe già fuori dalla corsa Champions. E questo nonostante una delle migliori difese del campionato, che però da sola non basta quando davanti manca completamente la produzione offensiva.
Massimiliano Allegri ha provato tutte le combinazioni possibili: Leao con Pulisic, Leao con Nkunku, coppie miste o punte centrali. Ma il risultato non cambia. L'attacco resta sterile, prevedibile e totalmente inefficace.
La prossima sfida contro l'Atalanta non è più solo importante: è decisiva. Perché un altro passo falso rischierebbe di trasformare una stagione costruita con fatica in un'occasione sprecata.
Milan, blackout offensivo: crisi realizzativa
C'è infatti una questione che va oltre i singoli numeri: il Milan nell'ultimo periodo crea troppo poco. Non è solo un problema di finalizzazione, ma di costruzione. Le occasioni limpide sono rare, spesso casuali e arrivano più da iniziative individuali che da uno sviluppo collettivo riconoscibile. Questo porta inevitabilmente gli attaccanti a giocare lontani dalla porta, isolati e costretti a forzare giocate difficili.
Allo stesso tempo, però, scaricare tutto sul sistema sarebbe alquanto riduttivo. Perché nei momenti complicati servono anche giocate individuali, personalità e soprattutto capacità di prendersi responsabilità. E sotto questo aspetto, il Milan sta mancando proprio nei suoi uomini più attesi. Non si tratta solo di segnare, ma di dare segnali, di accendere la squadra quando tutto si spegne.
Perché nei momenti decisivi non basta esserci: bisogna fare la differenza. E oggi, nel Milan, nessuno la sta facendo.
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