Amorim comincia vincendo e convicendo: buona la prima
Non è stato un Milan spettacolare per tutti i novanta minuti. Ma forse, proprio per questo, il successo dell'Olimpico Grande Torino assume un significato ancora più interessante.
Perché le partite complicate non si vincono soltanto attraverso il gioco. A volte servono letture, coraggio e capacità di cambiare l’inerzia della gara.
Ed è esattamente ciò che ha fatto Amorim. Un primo tempo bloccato, nonostante il dominio territoriale, con il Milan in totale controllo, ma poco incisivo sotto porta.
Torino FC v AC Milan - Serie A 2026/27
La prima frazione è stata equilibrata. Ritmi intensi, squadre attente e pochissimi spazi concessi dalle due difese. Lo 0-0 all’intervallo raccontava perfettamente una partita ancora tutta da decidere.
Ed è nella ripresa che Amorim ha scelto di giocarsi la sua partita con Modric e Rabiot. Gli ingressi dei due totem rossoneri ha portato il Milan ad avere ancora più sicurezza e peso offensivo, grazie al francese che prima serve l'assist per il primo goal al Milan di Cisse e poi conclude in prima persona il raddoppio rossonero su assist di Samu Chukuwueze.
Due gol in tre minuti e una partita che sembrava improvvisamente completamente diversa. Al 92' Che Adams realizza una splendida girata, in una delle poche conclusioni verso la porta rossonera. Il risultato finale di 1-2 non rende l'idea del controllo del match da parte del Milan.
Il primo messaggio di Amorim: si difende con la palla
La partita di Torino lascia soprattutto una prima indicazione sul nuovo Milan. Amorim l'aveva anticipato nella conferenza stampa della vigilia e così è stato: il Milan difende soprattutto quando la palla è tra i propri piedi.
Inoltre Amorim ha dimostrato di saper leggere la gara e di avere il coraggio di modificarla. L'ingresso contemporaneo di Modric e Rabiot ha cambiato il volto della squadra.
Non significa che il Milan sia già una squadra perfetta. Tutt'altro.
Il primo tempo ha evidenziato ancora alcune difficoltà nella costruzione e nella capacità di trasformare il dominio territoriale in occasioni concrete. Ma vincere una partita complicata, trovare la soluzione dalla panchina e resistere al ritorno dell'avversario negli ultimi minuti di una gara ampiamente sotto controllo, è esattamente il tipo di esperienza che può costruire una squadra.
La prima pagina del Milan di Amorim è stata scritta a Torino. Non è stata perfetta, ma è stata vincente. E per cominciare, forse, è proprio quello che serviva.
© RIPRODUZIONE RISERVATA