Il nuovo Milan ha un segreto: tutto passa da Cardinale. Ora tocca a Leao
Il nome di Goncalo Ramos è comparso sui principali media, Fabrizio Romano compreso, soltanto quando l'affare era ormai sostanzialmente chiuso. Un copione ripetuto con Diego Moreira: prima il silenzio, poi il nome, quindi l'arrivo a Milano già programmato. Stessa cosa era successa con le dovute proporzioni anche per Sankhoun Diawara, operazione rivelata quando era già chiusa.
L'unica eccezione significativa è stata Mario Gila, la cui trattativa è stata molto più esposta e seguita pubblicamente.
AC Milan Ruben Amorim Press Conference
Ma il vero elemento di novità non riguarda soltanto la riservatezza delle trattative. Riguarda chi decide.
Tutte le operazioni sono state portate avanti sotto l'avallo di Gerry Cardinale e sulla base delle indicazioni tecniche di Ruben Amorim. Un modello apparentemente diverso rispetto al passato, con il proprietario di RedBird totalmente al centro della strategia sportiva e, soprattutto, protagonista in prima persona anche sul piano comunicativo.
Lo stesso Cardinale lo aveva spiegato senza troppi giri di parole nell'intervista concessa a Calcio e Finanza: "Nessuno al Milan ha diritti di approvazione, a qualsiasi soglia, sul mercato dei trasferimenti, a parte me. Io approvo ogni singolo centesimo, e sono l’unico a dare il via libera finale sul calciomercato".
Una dichiarazione che, riletta oggi alla luce delle operazioni concluse, assume un peso ancora maggiore.
Il nuovo Milan, dunque, sembra muoversi secondo una logica precisa: meno rumore, meno anticipazioni e conseguentemente più controllo diretto sulle operazioni.
E adesso, con poco più di undici giorni alla chiusura del mercato, il lavoro entra nella fase decisiva.
Le priorità sembrano essere essenzialmente due: un difensore centrale di livello, soprattutto considerando la certa uscita di Fik Tomori, e la definizione definitiva del futuro di Rafa Leao. Ed è proprio il portoghese a rappresentare il vero bivio dell'estate rossonera.
Se Leao dovesse restare, Amorim avrebbe a disposizione un reparto offensivo già strutturato attorno a profili di assoluto livello, con Goncalo Ramos come nuovo riferimento centrale e Christian Pulisic e lo stesso Rafa potenzialmente chiamati a ricoprire nuovamente un ruolo importante anche nel nuovo sistema di gioco del tecnico lusitano.
Se invece Leao dovesse partire, il Milan non potrebbe semplicemente limitarsi a incassare. Dovrebbe reinvestire. E dovrebbe farlo cercando un giocatore capace di raccogliere un'eredità tecnica, numerica e soprattutto simbolica pesantissima.
Perché Rafa Leao non è un giocatore qualunque. È stato il volto del Milan degli ultimi anni.
La possibilità della separazione, però, non nasce dal nulla. Se al termine della scorsa stagione il portoghese non avesse manifestato perplessità sul proprio futuro, probabilmente oggi non saremmo qui a discutere concretamente di una sua possibile cessione.
Cardinale ha cambiato il Milan: mercato blindato e una sola grande domanda per Leao
Ed è proprio questo il punto più affascinante dell'intera vicenda. Il Milan sembra aver già iniziato a costruire il proprio futuro. Amorim ha scelto la sua idea di calcio. Cardinale ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle decisioni. Sono arrivati giocatori importanti e altri ne arriveranno.
Ora manca una risposta. Quella di Rafa. Perché a questo punto la domanda non è soltanto se il Milan voglia ancora Leao. La domanda è se Leao voglia ancora essere il volto del nuovo Milan.
Rafa è davvero convinto di voler lasciare tutto questo? Oppure, dopo due mesi, qualcosa è cambiato? Forse non sapremo mai perchè appena sessanta giorni orsono ha espresso la volontà di lasciare il Milan, senza aver prima valutato con la società la situazione.
Ma una cosa è certa: il tempo delle riflessioni sta per terminare. Il Milan dovrà scegliere. E anche Leao dovrà farlo.
Perché il nuovo corso rossonero è già iniziato. Adesso bisogna capire se Leao farà parte della storia che verrà. Non è più una questione di mercato. È una questione di appartenenza. Rafa deve decidere da che parte stare.
Il prossimo capitolo della storia di Rafa Leao potrebbe iniziare proprio dalla domanda più semplice: vuoi ancora essere il volto del Milan?
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