Milan, striscione contro Cardinale fuori dall'hotel: "Vergogna"
La contestazione della tifoseria del Milan è iniziata. O meglio, è partita fin dal fischio finale della partita di ieri sera. La sconfitta contro il Cagliari per 2-1 ha letteralmente tagliato le gambe ai sostenitori rossoneri. Dopo aver lottato per alcuni tratti di stagione contro l'Inter per il tricolore, in un colpo il Milan ha buttato tutto all'aria, ultimo tra tutti la qualificazione alla prossima Champions League. Questa mattina, a finire nel mirino dei tifosi meneghini è stato il pezzo grosso, ovvero il proprietario del club Gerry Cardinale.
Gerry Cardinale
Milan, Gerry Cardinale contestato dai tifosi rossoneri: striscione contro il proprietario fuori il suo hotel
I tifosi del Milan iniziano fin da subito a far sentire la loro voce e soprattutto la loro delusione per l'ennesima annata disastrosa. Subito dopo il fischio finale che ha sancito l'eliminazione dei rossoneri dalla prossima Champions League, i sostenitori meneghini hanno prima riempito San Siro con una pioggia di fischi per poi puntare il dito contro squadra e dirigenza. Zlatan Ibrahimovic, per esempio, è stato scortato fino alla sua macchina a causa della sfuriata di un gruppo di tifosi fuori lo stadio.Questa mattina, invece, è stato Gerry Cardinale l'obiettivo della tifoseria. Un gruppo di sostenitori del Milan, infatti, ha esposto uno striscione fuori l'hotel in cui alloggia il proprietario dei meneghini: "Cardinale go home: shame", traducibile in "Cardinale vai a casa: vergogna", il contenuto del drappo. Parole che certo non hanno bisogno di interpretazione. Ma il presidente del Milan è solo il primo di una lunga lista di "responsabili" di questo nuovo fallimento.
La contestazione contro la dirigenza era partita già il giorno dopo il KO contro il Sassuolo lo scorso 3 maggio che aveva già complicato la corsa alla Champions League. La vittoria contro il Genoa sembrava aver ridato un momento di tregua dato che il pareggio della Juventus aveva avvicinato i rossoneri al tanto agognato traguardo. Ieri sera, invece, si è toccato il punto più basso. La rivoluzione in casa Milan è cominciata e ci sarà molto da lavorare anche perché c'è una rabbia di una tifoseria ormai difficile da placare.
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