L'Italia dei rendering, ma non degli stadi: Turchia molto più avanti di noi
Ce ne vuole molto di ottimismo, anzi moltissimo per immaginare di vedere l'Italia in campo nel nuovo San Siro a Euro 2032, per il guazzabuglio in cui s'è infilato il progetto del nuovo stadio a Milano.
Europeo, l’Italia potrà indicare 5 stadi definitivi entro l’1 ottobre
Eppure alla mezzanotte del 31 luglio, quando scadevano i tempi per consegnare alla Figc i dossier di candidatura delle città italiane con tanto di impianti adatti a ospitare il torneo in tandem con la Turchia, tra le tredici città italiane e 16 stadi, c'è anche Milano. Nella documentazione si parla di un investimento privato da 1,7 miliardi di euro (in capo a Inter e Milan) e di cantieri chiusi per il 2031. Da affrontare la concorrenza di Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona nell'istruttoria tecnica affidata alla Figc che dovrà accertare il rispetto degli standard infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi.Europeo
Vergogna, è la denuncia di Libero a firma Claudio Savelli: nel dossier sugli Europei 2032 ci sono più stadi che ancora non esistono rispetto a quelli che oggi la Uefa potrebbe approvare: cinque a uno. I cinque immaginari sono il nuovo stadio di Milano, quello della Roma a Pietralata, il Flaminio paventato da Lotito, l'impianto privato del Napoli e il nuovo Sant'Elia a Cagliari. Iniziasse oggi l'Europeo, non avremmo stadi a sufficienza per reggere mezza candidatura, ricordando che l'altra metà è in mano alla Turchia che sta ristrutturando ed edificando impianti a spron battuto e ha già fatto sapere alla Uefa di essere pronta a farsi carico di tutto il torneo, dovesse l'Italia confermarsi campione del mondo in render e non in stadi.
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