Milanisti Channel Casa Milan La guerra santa di Majorino contro il calcio - Scaroni e il Leone di Trieste

La guerra santa di Majorino contro il calcio - Scaroni e il Leone di Trieste

il Musagete
Altra fatwa di Majorino contro il calcio milanese e la svolta rossonerazzurra verso il grande futuro del calcio

Davanti a oltre 400 persone riunite per "Dialogo su San Siro", Majorino e gli altri possibili candidati sindaci del centrosinistra, Carlotta Cossutta, Tommaso Goisis e Lorenzo Pacini, avevano preso le distanze dalla presentazione mentre è ancora in corso la Valutazione ambientale strategica (Vas). Secondo gli organizzatori, Cittadinanza per San Siro e Mare Culturale Urbano, i quattro hanno dichiarato che non avrebbero promosso né consentito l'iniziativa e si sono impegnati a sostenere una valutazione di impatto sanitario preventiva, pubblica, indipendente e vincolante. "Questa battaglia non è finita", avverte Majorino, che invita a proseguire la mobilitazione. E accusa i club di "mostrare in modo arrogante di non voler considerare gli effetti" sulla città, presentando il progetto prima della conclusione delle valutazioni ambientali e sanitarie.

Critico anche il consigliere comunale Pd Alessandro Giungi, che si dice "sconcertato" dalla scelta dei fondi internazionali proprietari dei club di presentare il rendering mentre la Vas è ancora pendente. Nel mirino anche l'evento privato e su invito al Castello Sforzesco, di proprietà comunale: "Ci si aspetterebbe che in uno spazio pubblico e civico l'ingresso fosse garantito, in primis, alla cittadinanza".

Il nuovo progetto Generali Stadium da 2,3 miliardi

Se si riavvolge il nastro dell'intera vicenda emerge il ruolo di "pivot" o regista del presidente rossonero Paolo Scaroni, in sella sulla poltrona rossonera dal 2018. Il manager vicentino, 80 anni, presidente di Enel (dal 2023), che da sempre si muove con abilità nei palazzi del potere, è in qualche modo legato da una sorta di cordone ombelicale alla compagnia assicurativa di Trieste che ha messo sul piatto ben 650 milioni per definire l'accordo di naming rights per i prossimi 25 anni. Scaroni è, infatti, un profondo conoscitore del gruppo Generali, essendo stato per sette anni in Cda e ricoprendo anche il ruolo di presidente del comitato per la remunerazione e membro del comitato per le nomine e la corporate governante. Un gruppo nel quale, per altro, ha lavorato per 10 anni, fino al 2024, con crescenti incarichi dirigenziali (l'ultimo è stato quello di group chief transformation officer) il figlio Bruno, oggi country ceo di Zurich Italia. Per altro l'assicurazione triestina già alcuni anni fa era stata accostata al progetto del nuovo stadio di San Siro ma con un ruolo differente. Indiscrezioni di stampa avevano indicato Generali Real Estate, branch immobiliare guidata dal 2017 da Aldo Mazzocco, quale potenziale partner per lo sviluppo dell'area e dell'impianto. Insomma, si può dire che la vicinanza del Leone di Trieste al calcio milanese non è cosa di queste ore.
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