Fondazione Milan: la nuova vita di Luca su un campo di calcio
Quando gli educatori della sua scuola professionale gli proposero di partecipare alle attività sportive, Luca non era particolarmente entusiasta perché non pensava che lo sport potesse fare per lui. Eppure, vedendo i suoi compagni allenarsi con il Vharese, decise di mettersi in gioco. Quello che sembrava un semplice tentativo si è trasformato, poco alla volta, in qualcosa di molto più profondo.
Allenamento dopo allenamento, Luca ha trovato un luogo in cui sentirsi bene
Il calcio è diventato un appuntamento da aspettare con entusiasmo, uno spazio in cui lasciare da parte insicurezze e pensieri e riscoprire ogni volta il piacere di esserci. Sul campo non è cambiato soltanto il modo di giocare: è cambiato il modo in cui guardava sé stesso. Un momento speciale del suo percorso è arrivato quando la squadra è stata adottata dal Milan. La giornata vissuta a Milanello qualche anno fa e l'incontro con il mondo rossonero sono stati ricordi indimenticabili, ma il cambiamento più grande è avvenuto lontano dai riflettori.
Oggi Luca racconta che quando entra in campo si sente più sicuro e che rinunciare a una partita gli pesa. Perché quel campo è diventato una parte importante del suo equilibrio. È questo il valore che lo sport può avere nella vita di tanti ragazzi con disabilità: offrire un luogo in cui sentirsi accolti e ritrovare fiducia nelle proprie possibilità. Un'esperienza che contribuisce al benessere della persona e che continua a fare la differenza anche fuori dal campo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA