Cosa manca davvero al Milan di Amorim per essere da Scudetto
"Quando si lavora al Milan bisogna sempre parlare di Scudetto". Parole e musica di Ruben Amorim durante la conferenza stampa pre-derby con l’Inter.
Dopo il 3 a 1 con cui i suoi ragazzi hanno battuto la squadra di Chivu sembra molto meno una frase fatta e sempre più una prospettiva reale.
Ma davvero il suo primo Milan può giocarsi lo Scudetto? Proviamo a capire cosa manca ancora per entrare nel gruppetto delle favorite.
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Rosa corta e infortuni
In estate il Milan ha scelto una filosofia molto precisa: cedere i giocatori non funzionali alle idee di Amorim e far crescere i giovani talenti presenti in rosa. Anche a costo di ritrovarsi con un gruppo di appena 24 giocatori di movimento.Una scelta apprezzabile e lungimirante se l’obiettivo è semplicemente quello di provare a tornare in Champions. Un rischio, invece, se si gioca per lo Scudetto.
La corsa per il tricolore è logorante e con pochi giocatori “titolari” a disposizione c’è il pericolo di ritrovarsi a giocare gli scontri diretti in primavera con una panchina infarcita di ragazzi del Milan Futuro o della Primavera.
Il tutto senza contare il pericolo di infortuni. Già adesso Amorim deve fare a meno di Gabbia, Chukwueze, Tomori, Loftus-Cheek e Saelemaekers. Perdere qualche altro titolare o potenziale tale senza avere sostituti all’altezza potrebbe rendere impossibile raggiungere certi traguardi.
La continuità
Il progetto di Amorim sta iniziando a mostrare lampi di luce, ma il suo calcio resta una novità assoluta per la nostra Serie A. L’adattabilità sul lungo periodo, dunque, è tutta da verificare.Fin qui il Milan ha alternato ottime prestazioni (Venezia, Lecce, Salisburgo, Inter), sonore batoste (Benfica, Bournemouth, Bologna) e pause improvvise (l’ultima mezz’ora con l’Atalanta).
Per lottare davvero per il titolo andranno limati gli alti e bassi e serviranno anche vittorie “sporche” di misura. Anche a costo di giocare meno bene.
Il mercato di gennaio
Per essere davvero competitivi serviranno alcuni interventi sul mercato e Cardinale ha già rassicurato l’ambiente in tal senso. Le priorità sono un difensore centrale, un esterno e un attaccante.In difesa il profilo preferito resta quello di Inacio dello Sporting Lisbona con Kim del Bayern Monaco e Yoro del Manchester United come prime alternative.
Sulle fasce il nome nuovo è quello di Agustin Giay, 22enne terzino destro argentino del Palmeiras. Già nel giro della Nazionale, Giay è un esterno di spinta in grado di giostrare su tutta la corsia. La valutazione del club brasiliano è di circa 20-25 milioni di euro.
Anche in attacco servono movimenti, anche alla luce delle recenti difficoltà di Ramos e Camarda. I sogni si chiamano Endrick e Tresoldi ma le trattative con Real Madrid e Bruges appaiono sin da ora molto complicate. Più facile arrivare ai giovani Varela del Monza e Mendy del Cagliari ma forse a questo Milan serve un profilo pronto a fare la differenza fin da subito.
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