Milanisti Channel Calciomercato Cosa manca davvero al Milan di Amorim per essere da Scudetto

Cosa manca davvero al Milan di Amorim per essere da Scudetto

Andrea Fabbri
La vittoria nel derby ha fatto schizzare alle stelle l’entusiasmo in casa Milan. I ragazzi di Amorim sono già pronti a lottare per lo Scudetto?

"Quando si lavora al Milan bisogna sempre parlare di Scudetto". Parole e musica di Ruben Amorim durante la conferenza stampa pre-derby con l’Inter.

Dopo il 3 a 1 con cui i suoi ragazzi hanno battuto la squadra di Chivu sembra molto meno una frase fatta e sempre più una prospettiva reale.

Ma davvero il suo primo Milan può giocarsi lo Scudetto? Proviamo a capire cosa manca ancora per entrare nel gruppetto delle favorite.

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Rosa corta e infortuni

In estate il Milan ha scelto una filosofia molto precisa: cedere i giocatori non funzionali alle idee di Amorim e far crescere i giovani talenti presenti in rosa. Anche a costo di ritrovarsi con un gruppo di appena 24 giocatori di movimento.

Una scelta apprezzabile e lungimirante se l’obiettivo è semplicemente quello di provare a tornare in Champions. Un rischio, invece, se si gioca per lo Scudetto.

La corsa per il tricolore è logorante e con pochi giocatori “titolari” a disposizione c’è il pericolo di ritrovarsi a giocare gli scontri diretti in primavera con una panchina infarcita di ragazzi del Milan Futuro o della Primavera.

Il tutto senza contare il pericolo di infortuni. Già adesso Amorim deve fare a meno di Gabbia, Chukwueze, Tomori, Loftus-Cheek e Saelemaekers. Perdere qualche altro titolare o potenziale tale senza avere sostituti all’altezza potrebbe rendere impossibile raggiungere certi traguardi.

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La continuità

Il progetto di Amorim sta iniziando a mostrare lampi di luce, ma il suo calcio resta una novità assoluta per la nostra Serie A. L’adattabilità sul lungo periodo, dunque, è tutta da verificare.

Fin qui il Milan ha alternato ottime prestazioni (Venezia, Lecce, Salisburgo, Inter), sonore batoste (Benfica, Bournemouth, Bologna) e pause improvvise (l’ultima mezz’ora con l’Atalanta).

Per lottare davvero per il titolo andranno limati gli alti e bassi e serviranno anche vittorie “sporche” di misura. Anche a costo di giocare meno bene.

MILAN, ITALY - OCTOBER 31: Players of AC Milan celebrate after the Serie A match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on October 31, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Antonino Lagana/Getty Images)

Il mercato di gennaio

Per essere davvero competitivi serviranno alcuni interventi sul mercato e Cardinale ha già rassicurato l’ambiente in tal senso. Le priorità sono un difensore centrale, un esterno e un attaccante.

In difesa il profilo preferito resta quello di Inacio dello Sporting Lisbona con Kim del Bayern Monaco e Yoro del Manchester United come prime alternative.

Sulle fasce il nome nuovo è quello di Agustin Giay, 22enne terzino destro argentino del Palmeiras. Già nel giro della Nazionale, Giay è un esterno di spinta in grado di giostrare su tutta la corsia. La valutazione del club brasiliano è di circa 20-25 milioni di euro.

Anche in attacco servono movimenti, anche alla luce delle recenti difficoltà di Ramos e Camarda. I sogni si chiamano Endrick e Tresoldi ma le trattative con Real Madrid e Bruges appaiono sin da ora molto complicate. Più facile arrivare ai giovani Varela del Monza e Mendy del Cagliari ma forse a questo Milan serve un profilo pronto a fare la differenza fin da subito.

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