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Galliani ricorda Berlusconi: “Senza di lui impossibile vincere 29 trofei in 31 anni”

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Le parole dell'ex AD, Adriano Galliani, nel giorno in cui cade il 40° anniversario dall'acquisto del Milan da parte di Silvio Berlusconi
Redazione Milanistichannel

Nella giornata di oggi - 20 febbraio 2026 - si celebra il 40° anniversario dall'acquisto del Milan da parte di Silvio Berlusconi che avvenne proprio il 20 febbraio 1986. Intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, l'ex AD rossonero Adriano Galliani ha ricordato i momenti migliori che hanno caratterizzato la sua lunga carriera fatta di vittorie e trofei alla guida del Milan. Di seguito proponiamo le parole di Galliani per celebrare l'epoca di grandi successi rossoneri con Berlusconi, iniziata proprio 40 anni fa.

Galliani: "Berlusconi? Con la Steaua il successo a cui era più legato"

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Cosa ricorda di quel giorno?"Tutto, nello stesso giorno ci fu anche la prima trasmissione di La Cinque e io con il presidente ero a Parigi. Brindammo a quelle due avventure al ristorante sulla Tour Eiffel. Per il presidente, il Milan fu un atto d'amore. Lo ha comprato senza sapere quanti debiti la società avesse. D'altra parte, se il Milan fosse fallito, avrebbe perso il titolo sportivo. Io penso a Silvio Berlusconi ogni mattina al risveglio. Senza di lui, pur con gli stessi dirigenti, allenatori e campionissimi il Milan non avrebbe mai vinto 29 trofei in 31 anni. Sono stato fortunato a essere al suo fianco: era uno straordinario motivatore. Entravo ad Arcore camminando, uscivo volando pronto a piantare antenne sull'Everest, non a Montevecchia. Se lo dovessi paragonare a un calciatore sarebbe Pelé".

Quando nacque il vostro Milan?"Il 1° luglio del 1987 perché nella stagione precedente c'era un tecnico, Liedholm, e due stranieri, Hateley e Wilkins, che non avevamo scelto noi. Berlusconi puntando su Sacchi, che non aveva mai allenato in Serie A, dimostrò di essere un visionario, come sempre. La nostra avventura cominciò quando radunò al castello di Pomerio i dipendenti e affidò la mission di far diventare il Milan la prima squadra al mondo. All'epoca il campionato era dominato da due squadre, la Juve di Platini e il Napoli di Maradona. Berlusconi voleva dare un segnale forte al suo ingresso nel mondo del calcio e quando mi ha chiesto un consiglio io ho detto che avremmo dovuto comprare il miglior giovane dell'Atalanta, Roberto Donadoni, soffiandolo alla Juve. La vigilia di Pasqua del 1986 io e il presidente andiamo a Bergamo a vedere una gara dell'Under 21 e incontriamo il presidente Bortolotti. A Pasquetta viene ospitato a cena ad Arcore e viene convinto per la prima volta in assoluto a spezzare l'asse di ferro che l'Atalanta aveva con la Juve. Con quel colpo dimostriamo che al tavolo ci siamo anche noi. La notte della finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua è forse la vittoria a cui è più legato. Aveva le stelline che uscivano dagli occhi. Mai più visto così felice per nessun'altra impresa. Il presidente è stato grande nelle sue quattro vite, l'edilizia, la tv, lo sport e la politica".

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